Competenze, identità e cultura e impegno. «Un patto generazionale con Vincenzo De Luca»
Un confronto fuori dagli schemi, lontano dalle logiche strettamente elettorali ma profondamente immerso nel clima politico cittadino. Al “Salotto dell’Ora della Sera” è stato ospite Michele Landi, portavoce del movimento “Prossima Salerno”, protagonista di un dialogo articolato sui temi della partecipazione, della formazione politica e del futuro amministrativo della città.
Landi ha chiarito fin da subito la natura del suo impegno: non è candidato, ma intende incidere nel dibattito pubblico con una visione precisa. Il nome del movimento, ha spiegato, non è casuale: “Prossima Salerno” rappresenta la città che verrà, un destino inevitabile che richiama responsabilità collettive. Il futuro, secondo Landi, non è qualcosa di astratto, ma il risultato diretto dell’impegno e delle competenze di chi sceglie di mettersi in gioco.
Nel corso dell’incontro è emersa con chiarezza anche la collocazione politica del gruppo, che individua in Vincenzo De Luca il proprio punto di riferimento principale. Una scelta definita «inevitabile», fondata su un’esperienza amministrativa ritenuta unica nel panorama locale. Per Landi, la differenza rispetto agli altri candidati risiede nella capacità dimostrata nel tempo di governare e produrre risultati concreti.
Il cuore della riflessione ha riguardato il rapporto tra cittadini e politica. Landi ha descritto una realtà segnata da una forte disaffezione, in cui parlare di politica genera diffidenza, se non addirittura rifiuto. Emblematico, in questo senso, l’episodio raccontato durante la trasmissione: una semplice richiesta di voto trasformata in critica, quasi in disappunto, verso chi decide di impegnarsi politicamente. Un segnale, secondo il fondatore di “Prossima Salerno”, di una percezione profondamente deteriorata.
Alla base di questa crisi vi sarebbe anche l’idea diffusa che la politica sia un mezzo per ottenere vantaggi personali. Una convinzione che, pur non nascendo dal nulla, deriva da pratiche che negli anni hanno contribuito ad allontanare i cittadini, in particolare i più giovani, dalla partecipazione attiva.
Da qui nasce uno dei pilastri del progetto di “Prossima Salerno”: la centralità delle competenze. Landi è stato netto su questo punto, invitando gli elettori a diffidare di candidature improvvisate o prive di adeguata preparazione. Fare politica, ha ribadito, non può essere un passatempo né un favore personale, ma deve poggiare su idee chiare e su una preparazione solida.
In questa direzione si inserisce anche l’esperienza dell’Accademia politica “Senatus”, promossa dallo stesso Landi, con l’obiettivo di formare una nuova classe dirigente. Un percorso gratuito, aperto a giovani e meno giovani, pensato per fornire strumenti concreti: dal diritto costituzionale alla storia politica, fino alla comprensione dei meccanismi amministrativi.
Un altro passaggio significativo ha riguardato il tema della partecipazione elettorale. Landi ha dichiarato di comprendere le ragioni di chi si allontana dal voto per disinteresse o mancanza di strumenti, ma ha espresso una netta contrarietà verso l’astensionismo “di protesta”, ritenuto una rinuncia al proprio potere decisionale.
Guardando al futuro della città, l’analisi si è spostata sulle necessità di Salerno: una realtà con enormi potenzialità che, secondo Landi, negli ultimi anni avrebbe però perso slancio. La priorità è recuperare identità, entusiasmo e capacità di visione, elementi fondamentali per trasformare Salerno in un punto di riferimento capace non solo di adattarsi, ma di anticipare i cambiamenti.
In definitiva, l’intervento al “Salotto dell’Ora della Sera” restituisce l’immagine di un movimento che punta a incidere soprattutto sul piano culturale e formativo, più che su quello strettamente elettorale. Una proposta che guarda al lungo periodo, nella convinzione che il futuro della città passi inevitabilmente dalla qualità delle persone chiamate a rappresentarla.













Lascia un commento