“Salerno ostaggio del passato, serve una rottura netta: meno tasse, più servizi e stop alla svendita dei beni pubblici” – Lanocita scuote la campagna elettorale
A poche settimane dalla presentazione delle liste e con le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio ormai alle porte, si accende il confronto politico a Salerno. Ospite della trasmissione “Il Salotto dell’Ora della Sera”, l’avvocato Franco Massimo Lanocita, uno degli otto candidati sindaco, che ha tracciato un quadro netto della situazione cittadina, avanzando proposte e critiche decise all’attuale sistema di governo. Lanocita è sostenuto da Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e da una civica, a cui si affianca una più ampia area democratica che, pur non riconoscendosi pienamente nei partiti citati, condivide un percorso politico-programmatico alternativo. Un campo largo, dunque, ma senza il Partito Democratico, rimasto fuori dal tavolo per il veto posto dal presidente della Regione.
Il candidato chiarisce subito la propria posizione rispetto alle dinamiche che hanno portato alla frammentazione dell’opposizione: “Non ho partecipato alla fase delle trattative iniziali, sono stato chiamato a cose fatte. Ho ritenuto comunque un dovere accettare per dare un contributo al rinnovamento”. Al centro del suo intervento, una critica frontale alla gestione degli ultimi anni: secondo Lanocita, Salerno sarebbe stata governata di fatto da un’unica figura, Vincenzo De Luca, anche durante i mandati formalmente guidati da altri sindaci. Una gestione che, a suo dire, ha prodotto una città in difficoltà: “Una città sporca, con strade dissestate, priva di manutenzione e con uno sviluppo edilizio disordinato, senza servizi adeguati”. Particolarmente duro il giudizio sulla trasformazione urbanistica, definita più come “espansione edilizia” che sviluppo con quartieri cresciuti senza verde, senza luoghi di aggregazione e senza servizi essenziali. Emblematico, secondo Lanocita, il caso della litoranea, descritta come un’area incompiuta, con palazzi isolati e problemi di sicurezza.
Sul piano economico, il candidato punta il dito contro il disavanzo comunale di 126 milioni di euro, che ha comportato un piano di rientro fino al 2040 con aliquote fiscali al massimo: “I cittadini sono tartassati. Bisogna ridurre la pressione fiscale facendo pagare tutti, ampliando la base contributiva”. Altro tema centrale è la gestione del patrimonio pubblico. Lanocita annuncia battaglia contro quella che definisce una “svendita dei gioielli di famiglia”: “Serve introdurre il referendum obbligatorio per ogni alienazione. Il patrimonio è dei cittadini, non di chi governa temporaneamente”. Nel programma trovano spazio anche proposte concrete: dalla gratuità per un anno della metropolitana cittadina per incentivarne l’uso, alla creazione di zone pedonali, fino alla riattivazione dei consigli di quartiere per riportare i servizi nei territori. Forte anche l’attenzione al tema della sicurezza, intesa non solo come presenza delle forze dell’ordine, ma come vivibilità degli spazi urbani.
Non manca un passaggio sulle grandi opere, sul Ruggi – “Il nuovo Ruggi mi dicono che sia un’operazione importante, ma non è una questione che ha bisogno di un’operazione d’immagine, anche perché sono all’ordine del giorno scene da terzo mondo e quindi sono necessari nuovi interventi”, mentre resta contraria la posizione sull’ampliamento del porto. Critiche anche al progetto Porta Ovest per alcune criticità infrastrutturali. Lanocita insiste poi sulla necessità di rilanciare i servizi pubblici, a partire dalle scuole: “È inaccettabile che una primaria sia chiusa da due anni e i bambini facciano lezione in un oratorio”. Propone interventi di edilizia scolastica attraverso operazioni di permuta tra vecchie strutture e nuove costruzioni. Sul fronte ambientale e industriale, si inserisce la vicenda delle Fonderie Pisano, su cui il candidato è direttamente impegnato: “La chiusura è conseguenza del mancato adeguamento alle normative ambientali. La responsabilità è dell’imprenditore, non delle istituzioni che hanno applicato le regole”. Infine, uno sguardo al futuro della città: Lanocita punta su una nuova classe dirigente e sul coinvolgimento dei giovani. “Salerno è stata troppo a lungo una città per pochi. Serve una nuova primavera che cammini sulle gambe dei giovani”. Un intervento lungo e articolato, che segna una linea politica chiara: rottura con il passato, partecipazione dei cittadini e revisione delle priorità amministrative. La sfida elettorale entra così nel vivo, tra visioni contrapposte e una città chiamata a scegliere il proprio futuro.













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