Porta Ovest? «Punto critico,va risolta la viabilità in uscita»

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Il candidato sindaco Armando Zambrano: «Occorre fare ordine anche sulla fascia costiera»

Prosegue il viaggio verso le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio 2026 con l’intervista ad Armando Zambrano, ingegnere e candidato sindaco sostenuto dalle liste “Noi popolari riformisti Udc”, “Forza Salerno” e “Azione/Oltre”. Una proposta che si definisce civica e moderata, nata – come sottolinea lo stesso Zambrano – quasi per gradi, con l’obiettivo di rappresentare un punto di equilibrio nel dibattito politico cittadino.

Ingegnere libero professionista dal 1977, già presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Salerno e componente dell’assemblea nazionale dei presidenti degli ordini, Zambrano porta nella competizione elettorale un profilo tecnico e istituzionale. Al centro della sua visione, un forte richiamo al “risveglio civico” e a una politica che torni ad essere strumento di risoluzione dei problemi, lontana da logiche personalistiche. Non manca una stoccata all’attuale scenario politico, in particolare rispetto alla posizione di Vincenzo De Luca. Zambrano parla apertamente di “paradosso”, sottolineando come non sia possibile prendere le distanze da un’amministrazione che, nei fatti, è stata espressione dello stesso sistema politico. E con una battuta ironica, aggiunge: “Di questo passo non mi stupirei se si arrivasse a chiedere la demolizione del Crescent”, simbolo – nel bene e nel male – delle trasformazioni urbanistiche degli ultimi anni.

Proprio l’urbanistica rappresenta uno dei temi centrali dell’intervista. Zambrano evidenzia come il piano urbanistico comunale affondi le radici negli anni ’90 e presenti oggi un evidente sovradimensionamento rispetto alle reali esigenze della città, stimato tra il 25% e il 30% in più. Una condizione che ha prodotto aree incomplete e carenze nei servizi essenziali, dal verde alle infrastrutture. La soluzione, secondo il candidato, passa anche attraverso il coinvolgimento del capitale privato, purché guidato da una visione chiara e orientata all’interesse collettivo. Fondamentale, in questa prospettiva, il nodo delle infrastrutture. Tra i punti più critici emerge la situazione della Galleria Porta Ovest, un’opera quasi completata ma priva di una chiara viabilità in uscita. “Il rischio – spiega Zambrano – è spostare semplicemente il problema del traffico, creando un tappo in un altro punto della città”. Una criticità che deriva, a suo avviso, da una progettazione incompleta, incapace di considerare l’intero sistema di collegamenti fino alla rete autostradale.

Il tema si intreccia con quello, più ampio, della portualità e della convivenza tra sviluppo commerciale e turistico. Zambrano sottolinea la necessità di fare ordine lungo la fascia costiera, evitando sovrapposizioni e puntando su un modello sostenibile, capace di valorizzare il mare come risorsa accessibile ai cittadini e non solo come spazio produttivo. Ampio spazio anche alla questione dello stadio Arechi, altro punto chiave della campagna elettorale. Zambrano evidenzia le criticità legate al progetto di riqualificazione e ai finanziamenti pubblici ancora incerti, sottolineando come il ricorso ai fondi europei non sia, allo stato attuale, una soluzione concreta. Da qui la proposta di guardare anche al coinvolgimento diretto della Salernitana, considerata il soggetto più adatto a valorizzare l’impianto. L’idea è quella di uno stadio moderno e multifunzionale, capace di vivere durante tutta la settimana: non solo calcio, ma servizi, spazi culturali, aree dedicate alla socialità. “Non basta realizzare un’opera – osserva – bisogna anche renderla sostenibile e funzionale nel tempo”.

In chiusura, uno sguardo ai conti pubblici. Zambrano non nasconde le difficoltà, ma invita a un approccio pragmatico: tra le ipotesi, anche strumenti per il recupero delle entrate, come forme di “rottamazione” delle cartelle per favorire il pagamento delle imposte e riportare risorse nelle casse comunali. Una visione che punta su competenza tecnica, pianificazione e pragmatismo, con l’obiettivo dichiarato di ridisegnare il futuro di Salerno partendo dalle sue criticità strutturali.

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