di Riccardo Pucciarelli
A poco più di due mesi dalle elezioni amministrative, il quadro politico salernitano si presenta come un mosaico confuso, frammentato e, per certi versi, imbarazzante. Più che una competizione elettorale, quella che si sta consumando nel capoluogo appare come una rappresentazione disordinata, dove le coalizioni faticano a trovare una sintesi e i personalismi prevalgono su ogni logica politica. Sul fronte del centrosinistra, il nome forte resta quello di Vincenzo De Luca, pronto a tornare a Palazzo di Città dopo la parentesi regionale. La sua candidatura, costruita attraverso una rete di liste civiche e appoggi trasversali, rappresenta oggi l’unico vero punto fermo in un panorama politico incerto. Attorno a De Luca si muove un sistema collaudato: socialisti, ambientalisti e una parte significativa del civismo locale. Il Partito Democratico, ormai da anni poco visibile nelle competizioni comunali salernitane, sembra destinato a rimanere sullo sfondo, lasciando spazio a una struttura elettorale più fluida ma estremamente efficace. Non mancano, tuttavia, crepe anche in quest’area. Il cosiddetto “campo largo” si è progressivamente sgretolato, lasciando spazio a soluzioni alternative come quella dell’ingegnere Armando Zambrano, sostenuto da un’area centrista e civica che tenta di intercettare il voto moderato e scontento. Se il centrosinistra appare quantomeno organizzato, è nel centrodestra che la situazione assume contorni decisamente più critici. La coalizione si presenta spaccata, divisa e incapace di esprimere una linea comune. Da un lato Fratelli d’Italia, che ha individuato nel professore Gherardo Maria Marenghi il proprio candidato sindaco, sostenuto anche da Lega e Noi Moderati e dall’altro Forza Italia, che ha deciso di non seguire questa indicazione, arrivando addirittura a ipotizzare una corsa autonoma. A sancire questa rottura è stato il coordinatore regionale degli azzurri, Fulvio Martusciello, che dopo aver inizialmente mostrato aperture verso il nome di Marenghi, ha cambiato improvvisamente posizione, disconoscendo di fatto quella candidatura e aprendo una crisi politica senza precedenti nel centrodestra salernitano. Una giravolta politica che ha trovato sponda anche a livello cittadino, con il coordinatore Giuseppe Fauceglia, contribuendo a rafforzare l’immagine di una coalizione incapace di decidere, litigiosa e priva di una strategia condivisa. Nel frattempo, il quadro si arricchisce di ulteriori candidature e liste civiche, segno di una frammentazione sempre più evidente. Il Movimento 5 Stelle e la sinistra hanno idividuato un candidato unitario, nella persona dei Franco Massimo Lanocita, mentre emergono anche realtà civiche e outsider che cercano spazio in un contesto già estremamente affollato. Il risultato è un sistema politico polverizzato, dove ogni area procede in ordine sparso, senza una visione comune. In questo scenario, il dato politico più evidente è uno solo: tutte queste divisioni stanno di fatto spianando la strada a Vincenzo De Luca. La frammentazione del centrosinistra alternativo e, soprattutto, la crisi profonda del centrodestra rischiano di trasformare la competizione elettorale in una formalità. Quando una coalizione si presenta divisa, con candidati multipli e strategie divergenti, il risultato è quasi sempre scontato. E qui emerge l’aspetto più paradossale: il centrodestra, invece di costruire un’alternativa credibile dopo anni di marginalità, sembra impegnato in una sorta di autodistruzione politica. Le tensioni tra Fratelli d’Italia e Forza Italia, i cambi di posizione improvvisi, le polemiche interne e le scelte non condivise danno l’impressione di una coalizione più interessata a regolare conti interni che a vincere le elezioni. Quello che sta accadendo a Salerno somiglia sempre più a una “politica da operetta”: annunci smentiti, candidature lanciate e poi ritirate, alleanze costruite e distrutte nel giro di pochi giorni. Una situazione che non solo disorienta gli elettori, ma finisce per rafforzare chi, al contrario, appare solido e organizzato. E così, mentre il centrodestra discute, si divide e cambia idea, e mentre il resto dell’opposizione fatica a trovare una sintesi, Vincenzo De Luca osserva e costruisce, consapevole che, ancora una volta, potrebbero essere gli errori degli avversari a consegnargli la vittoria. Le elezioni amministrative di Salerno non saranno soltanto una sfida politica, ma anche un banco di prova sulla credibilità delle coalizioni. Ad oggi, però, il verdetto sembra già scritto: non tanto per la forza di uno schieramento, quanto per la debolezza, le divisioni e le contraddizioni degli altri. E se il centrodestra continuerà su questa strada, più che una sconfitta elettorale rischia di certificare una crisi politica profonda e strutturale.












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