Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per stamattina 13 marzo 2026 alle ore 10 ed in corso con il seguente ordine del giorno: la guerra in Iran e in Medioriente. Analisi della situazione internazionale e degli effetti della crisi in corso. Lo fa sapere una nota del Quirinale. Nel quattordicesimo giorno della guerra che coinvolge Israele, Stati Uniti e Iran, la crisi entra in una fase ancora più instabile. A Teheran si registrano esplosioni definite insolitamente intense, mentre sul piano politico-diplomatico si sommano dichiarazioni incendiaria e prese di posizione ufficiali. Donald Trump rivendica un’escalation totale contro la leadership iraniana e attacca i media critici. Le Nazioni Unite, tramite un gruppo di esperti indipendenti sui diritti umani, condannano l’azione militare di Washington e Tel Aviv come violazione del diritto internazionale. Sul fronte europeo, Emmanuel Macron annuncia la morte di un militare francese in un attacco a Erbil, segnale di un conflitto che continua ad allargare il suo raggio d’impatto.
Nella mattinata odierna una serie di potenti esplosioni a brevi intervalli ha colpito Teheran intorno alle 10:00 ora locale. Le detonazioni, riportate da giornalisti sul posto, avrebbero fatto tremare edifici nel nord e nel centro della città. L’intensità e la ripetizione degli scoppi alimentano l’impressione di una fase operativa più aggressiva, con possibili effetti immediati sulla popolazione civile e sulla tenuta dei servizi essenziali nella capitale. Domani riunione del Consiglio Supremo della Difesa al Quirinale.
Ore di altissima tensione per il contingente italiano in Iraq e per la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz. Nella serata di ieri, la base militare di Erbil, nel Kurdistan iracheno, è stata oggetto di un attacco missilistico. Il personale italiano, composto da circa 120 militari, è rimasto illeso trovando rifugio nei bunker della struttura. Contemporaneamente, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno colpito e bloccato una nave mercantile thailandese, con un bilancio di tre marittimi dispersi.
l movimento armato filo-iraniano Hezbollah è entrato in una nuova fase: ” siamo pronti a una lunga guerra”, nella notte lanciat “150 missili” verso Israele. Una forte esplosione è avvenuta nell’impianto nucleare iraniano di Fordow, viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita. Arriva la precisazione: contro la base militare italiana colpita ieri a Erbil sarebbe finito un drone e non un missile. Forse la base non era l’obiettivo dello shahed che ha perso quota finendo contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto incolume. ‘Il personale sta bene, era protetto all’interno del bunker quando è avvenuta l’esplosione -spiega il comandante della base nel Kurdistan iracheno, Stefano Pizzotti- L’allarme è scattato alle 20.30 quindi, seguendo procedure già rodate, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. Poco prima dell’1, ora locale, c’è stata una minaccia aerea. Al momento è finito l’allarme ma gli artificieri della Coalizione stanno mettendo in sicurezza l’area’. I continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi nella regione del Golfo.
Il potente presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che Teheran “abbandonerà ogni moderazione” se gli Stati Uniti e Israele attaccheranno una qualsiasi delle sue isole nel Golfo. Il movimento armato filo-iraniano Hezbollah è entrato in una nuova fase: ” siamo pronti a una lunga guerra”, nella notte lanciat “150 missili” verso Israele.
Il ministro della Difesa Israel Katz, durante una valutazione con i generali dell’Idf, avverte: “Ho avvisato il presidente del Libano Aoun, se non fermano Hezbollah prenderemo il territorio”.
Una forte esplosione è avvenuta nell’impianto nucleare iraniano di Fordow, viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita. Arriva la precisazione: contro la base militare italiana colpita ieri a Erbil sarebbe finito un drone e non un missile. Forse la base non era l’obiettivo dello shahed che ha perso quota finendo contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto incolume. ‘Il personale sta bene, era protetto all’interno del bunker quando è avvenuta l’esplosione -spiega il comandante della base nel Kurdistan iracheno, Stefano Pizzotti- L’allarme è scattato alle 20.30 quindi, seguendo procedure già rodate, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. Poco prima dell’1, ora locale, c’è stata una minaccia aerea. Al momento è finito l’allarme ma gli artificieri della Coalizione stanno mettendo in sicurezza l’area’. I continui attacchi iraniani hanno innescato una serie di incendi nella regione del Golfo.
“Assolutamente sì, quella è una base della Nato ed è anche americana”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg1, in merito alla domanda se quello della scorsa notte alla base militare italiana di Erbil sia stato un attacco deliberato.
“Noi abbiamo già fatto rientrare 102 persone in Italia da quella missione, ne abbiamo spostate una quarantina in Giordania, e degli attuali 141 era già in fase di programmazione un rientro, che non è facile, perché non è possibile mandare un aereo, quindi deve avvenire via terra, probabilmente via Turchia”. Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg1, in merito al contingente italiano ad Erbil.
Anna Di Vito
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa

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