di Riccardo Pucciarelli
La vertenza sul futuro dei lavoratori precari della sanità torna ad accendersi. La Cisl Fp proclama lo stato di agitazione e chiama a raccolta tutti gli operatori per un’assemblea fissata il prossimo 12 marzo. Al centro dello scontro, ancora una volta, la mancata stabilizzazione del personale e la scelta dell’ente di procedere con atti unilaterali, ritenuti “illegittimi”, senza il necessario confronto sindacale.
A firmare il duro comunicato sono il segretario provinciale Alfonso Della Porta e il segretario nazionale Miro Amatruda, che denunciano “l’assenza di risposte chiare e risolutive” alle precedenti richieste formali inviate nelle scorse settimane.
La questione non è nuova. Il tema dei rinnovi contrattuali e della stabilizzazione del personale precario è stato più volte affrontato dal nostro giornale, che ha seguito con attenzione le ricadute occupazionali sul territorio.
Nel comunicato si ricorda come, già nell’incontro del 27 gennaio scorso, tra i punti all’ordine del giorno figurassero i “livelli occupazionali”. Alla luce dell’ultima disposizione regionale in materia di stabilizzazioni, la Cisl Fp riteneva “non più procrastinabile né eludibile” l’avvio immediato delle procedure per il personale in possesso dei requisiti previsti dalla legge 234/2021.
In particolare, il sindacato chiede la stabilizzazione del personale a tempo determinato reclutato tramite avviso pubblico, nonché i lavoratori assunti ai sensi dell’art. 15-octies del D. Lgs. 502/1992 e di tutto il personale sanitario impiegato in servizi esternalizzati che abbia svolto attività assistenziale diretta.
Un passaggio centrale riguarda il Piano triennale dei fabbisogni del personale 2025/2027: secondo quanto emerso, le dotazioni organiche ordinarie risulterebbero formalmente sature, mentre resterebbero disponibili i posti legati al DM 77/2022 – PNRR Missione 6.
A rafforzare la posizione del sindacato vi è anche la recente disposizione vincolante della Regione Campania, che invita tutte le aziende del Servizio sanitario regionale ad avviare con priorità le procedure di stabilizzazione per i lavoratori in possesso dei requisiti, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, includendo rapporti subordinati, partite Iva e personale operante tramite servizi esternalizzati.
Nonostante ciò, l’ente – si legge nella nota – avrebbe adottato la delibera n. 280 del 24 febbraio 2026, con cui si dispone la proroga degli incarichi professionali con partita Iva relativi a linee progettuali non ancora giunte ai 24 mesi. Una scelta che, secondo la Cisl Fp, comporterebbe la cessazione automatica dei rapporti di lavoro al raggiungimento di tale termine e la successiva ripubblicazione delle stesse progettualità.
Per le linee che raggiungeranno i 24 mesi tra aprile e maggio, invece, è prevista la cessazione dei rapporti per tutti gli operatori coinvolti. Una decisione definita “inaccettabile”, perché adottata “in maniera arbitraria, illegittima ed unilaterale”, senza l’informativa e il confronto previsti dall’articolo 6, comma 3, lettera L del CCNL 2022/2024 sugli andamenti occupazionali.
Da qui la proclamazione dello stato di agitazione di tutto il personale precario e la convocazione dell’assemblea del 12 marzo, alle ore 10, presso l’aula “Winny Rufolo” in via Nizza 146. Contestualmente, la Cisl Fp ha chiesto al Prefetto di Salerno l’attivazione del tavolo per il tentativo di raffreddamento e conciliazione, ai sensi della legge 146/90, non escludendo il ricorso alle vie legali per condotta antisindacale ai sensi dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori.
“La stabilizzazione non è più rinviabile – sottolineano Della Porta e Amatruda –. Parliamo di professionisti che garantiscono quotidianamente servizi essenziali ai cittadini. Non si può continuare a tenere in sospeso il loro futuro”. Una vertenza che riguarda centinaia di lavoratori e che, inevitabilmente, tocca la qualità e la continuità dei servizi sanitari sul territorio. Nei prossimi giorni si capirà se il confronto istituzionale potrà riportare la questione su un binario di dialogo o se la mobilitazione entrerà in una fase più incisiva.












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