Di Christian Casola
Adolf Hitler si è ricandidato. Non è un errore di battitura né una provocazione social, ma un fatto politico reale che arriva dalla Namibia. Adolf Hitler Uunona, consigliere regionale del distretto di Ompundja, ha deciso di tentare nuovamente la strada delle urne dopo aver già vinto le elezioni con uno schiacciante 85% di preferenze. Anche nella tornata elettorale di oggi, 26 novembre, è dato come il grande favorito.
Il suo nome, che inevitabilmente richiama la figura storica di Adolf Hitler, continua a suscitare stupore e polemiche a livello internazionale. Tuttavia, secondo quanto spiegato dallo stesso Uunona in passato, la scelta non ha alcuna valenza ideologica: si tratterebbe piuttosto di un retaggio del periodo coloniale tedesco in Africa australe, durante il quale nomi e cognomi europei venivano spesso assegnati senza una reale consapevolezza storica. In Namibia, infatti, la legge non impedisce di portare nomi controversi, né di candidarsi con essi. Conta l’identità del candidato e il consenso degli elettori, che nel caso di Uunona hanno premiato il suo operato amministrativo, separando nettamente il nome dal personaggio storico cui è legato nell’immaginario collettivo.
In Italia, però, una situazione del genere sarebbe del tutto impossibile. Un cittadino chiamato Adolf Hitler non potrebbe nemmeno esistere legalmente. La legge n. 396 del 2000, che disciplina l’ordinamento dello stato civile, vieta chiaramente l’attribuzione di nomi che possano arrecare pregiudizio morale, risultare ridicoli o vergognosi, o richiamare figure storiche fortemente negative. Tra i nomi considerati inaccettabili rientrano quelli legati a dittatori o terroristi, come Adolf Hitler, Benito Mussolini, Lenin o Osama Bin Laden. L’anagrafe ha il potere – e il dovere – di bloccarne la registrazione alla nascita, proprio per tutelare la dignità della persona e prevenire conseguenze sociali discriminatorie.
Il caso namibiano riapre così un dibattito più ampio sul rapporto tra memoria storica, diritto e identità personale. Se in Europa certi nomi sono giustamente considerati intollerabili, in altri contesti storici e geografici assumono significati differenti, spesso scollegati dal loro peso simbolico originario. Una vicenda paradossale che dimostra come, a distanza di decenni, la storia continui a produrre effetti inattesi anche nelle urne.










Lascia un commento