La recente realizzazione della nuova spiaggia di Salerno continua a far discutere, dividendo opinioni tra cittadini, esperti ambientali e amministratori locali. Al centro del dibattito, l’utilizzo di inerti di cava al posto della sabbia naturale: una scelta dettata da motivazioni tecniche e logistiche, ma che ha sollevato dubbi sulla sostenibilità ambientale, sull’attrattività turistica e sull’impatto paesaggistico.
A prendere posizione è l’imprenditore salernitano Cesare Guarini, attivo all’interno dell’associazione Salerno Migliore, che ha analizzato le principali criticità. Secondo Guarini, l’aspetto estetico è uno dei punti più delicati: il colore bianco-grigiastro e la granulometria irregolare degli inerti alterano l’immagine della costiera, rendendo la spiaggia meno accogliente e lontana dalle aspettative di chi sceglie Salerno per le vacanze.
Non solo una questione visiva: la composizione artificiale del litorale modifica microfauna e flora costiera, con conseguenze sugli ecosistemi marini e terrestri. Inoltre, per i bagnanti, la consistenza degli inerti rende scomoda la camminata, può causare abrasioni e compromette l’esperienza tipica della balneazione. A ciò si aggiunge una perdita di identità territoriale: la sabbia naturale, infatti, è parte integrante del paesaggio salernitano e della memoria collettiva.
Per affrontare queste problematiche e garantire una spiaggia naturale già dalla stagione estiva 2026, Guarini e l’associazione Salerno Migliore propongono un piano d’azione articolato:
- Studio tecnico-ambientale per valutare scientificamente l’impatto degli inerti e la possibilità di sostituirli gradualmente con sabbia naturale compatibile;
- Recupero di sabbia da dragaggi controllati, previa certificazione ambientale, riducendo così costi e impatto ecologico;
- Coinvolgimento diretto della cittadinanza, attraverso assemblee pubbliche e consultazioni;
- Collaborazioni con università e centri di ricerca per individuare soluzioni innovative di ripristino costiero;
- Ricerca di finanziamenti regionali ed europei per avviare bandi e progetti di riqualificazione ambientale e turistica.
«La spiaggia non è soltanto un luogo di svago, ma un patrimonio naturale e culturale — sottolinea Guarini —. Restituirle la sua autenticità significa investire nel futuro di Salerno, nel benessere dei cittadini e nella qualità della nostra offerta turistica».
Un appello, dunque, a trasformare una criticità in un’opportunità di crescita, con l’obiettivo di consegnare ai salernitani e ai visitatori una costa capace di rispecchiare la bellezza, la storia e il profondo legame della città con il mare.

