Di Mirko Cantarella
Il teatro politico campano si tinge di paradossi, alleanze trasversali e logiche spartitorie sempre più distanti dai bisogni dei cittadini. Mentre la Campania vive una crisi profonda fatta di sanitĆ al collasso, degrado urbano, emergenza carceraria e disorganizzazione amministrativa, le forze politiche sembrano impegnate solo in un estenuante risiko di nomi, liste e potere. A prendere posizione netta ĆØ Alternativa Popolare, che per bocca del coordinatore regionale Luigi Cerciello, denuncia āun sistema ormai scollegato dalla realtĆ , in cui si contratta tutto ā da destra a sinistra ā tranne soluzioni per i problemi veriā.
Un esempio emblematico, che non ĆØ lāunico, arriva dal centrodestra, dove Forza Italia, per voce di Fulvio Martusciello, ha aperto al sostegno a Giosy Romano, figura vicinissima a Vincenzo De Luca. Non solo. Romano, giĆ candidato con De Luca alle scorse regionali, dopo aver presentato una lista di successo, ĆØ stato nominato responsabile della ZES Campania e, in seguito, della ZES unica per il Mezzogiorno grazie a Raffaele Fitto. Eppure, alle ultime Europee, ha votato dichiaratamente per Fratelli dāItalia. Oggi ĆØ pronto a essere sponsorizzato anche da Forza Italia. Un vero camaleonte politico, che viaggia tra i partiti con disinvoltura, simbolo plastico di una politica fluida ma senza direzione. āMa Forza Italia ā si chiede Cerciello ā non era una volta il partito guida del centrodestra? Dopo gli scandali e le polemiche sui consiglieri di Cava deā Tirreni e Capaccio, davvero si può pensare che la proposta politica per la Campania debba passare per questi nomi? Ć lāennesima dimostrazione di una classe dirigente che ha smarrito ogni coerenzaā.
Nel frattempo, la sinistra naviga a vista, paralizzata da una trattativa logorante tra PD e 5 Stelle, controllata dal governatore uscente Vincenzo De Luca, che ā secondo indiscrezioni ā avrebbe imposto un patto: il via libera a Roberto Fico candidato presidente, in cambio della segreteria regionale affidata al figlio Piero De Luca, più una lista civica da lui controllata (āA testa altaā) e due assessori da scegliere in autonomia. Unāintesa che ha scatenato tensioni e malumori, anche dentro il Pd, giĆ reduce da un tesseramento controverso che ha richiesto il commissariamento con lāarrivo di Antonio Misiani. E mentre i partiti si logorano tra trattative opache e ambizioni personali, la Campania sprofonda. Le carceri, simbolo della crisi istituzionale, sono al collasso. Dopo la denuncia delle condizioni disumane nel carcere di Fuorni avvenuta nei mesi scorsi (e non ĆØ un fatto nuovo), Alternativa Popolare rilancia la sua battaglia su questo tema, giĆ ai primi posti del proprio programma. Un appello alla dignitĆ e ai diritti che trova eco stranamente anche nelle parole del presidente del Senato Ignazio La Russa, che dopo la visita a Rebibbia (organizzata da āNessuno tocchi Cainoā) ha chiesto āun cambio di passoā da parte della politica.
Peccato che lo stesso La Russa ā e il suo partito Fratelli dāItalia ā abbiano un anno fa bocciato la proposta Giachetti sulla liberazione anticipata, proposta oggi riesumata in nome dellāemergenza sovraffollamento e che trova imbarazzo proprio nella dirigenza di FDI. Un segnale di contraddizione interna che si aggrava con lo stop della Lega, che frena ogni apertura e invoca āpene certeā e ānuovi penitenziariā, mentre il Pd replica chiedendo āfatti, non paroleā. āIn questo desolante panorama ā conclude Cerciello ā Alternativa Popolare rappresenta lāunica voce lucida e coerente. Non siamo interessati alle alleanze di convenienza, nĆ© ai trasformismi da poltrona. Vogliamo riportare al centro la dignitĆ dei cittadini, dei detenuti, dei malati, delle famiglie lasciate sole. Vogliamo restituire alla Campania un senso di direzione, identitĆ e giustiziaā. Tra incapacitĆ gestionale, collasso morale e assenza di visione, la politica campana sembra oggi vivere di ricatti, ritorni di favore e incastri di potere. Ma la pazienza dei cittadini, sempre più delusi e abbandonati, sembra giunta al limite. E qualcuno, finalmente, prova a dirlo a voce alta.













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