Di Paolo De Leo
Pentole e bicchieri sono lì da ieri. Perché I Cesaroni non sono mai davvero andati via: sono rimasti nel cuore di tutti, come se fossero ancora seduti attorno a quel tavolo, condividendo colazioni e momenti di vita, mano nella mano. Al Giffoni Film Festival, i fan si sono ritrovati abbracciati alla serie con entusiasmo e attesa di rivederli presto sul piccolo schermo di Canale 5.
Un caloroso applauso ha accolto il cast presente alla 55ª edizione del Giffoni Film Festival: i ritorni di Claudio Amendola e Matteo Branciamore, insieme alle new entry Marta Filippi e Andrea Arru, accompagnati da Verdiana Bixio, Owner e CEO di Publispei, e Francesca Galiani, responsabile Area Fiction Mediaset. Il gruppo ha dialogato nella Sala Truffaut con i giurati delle sezioni +13, +16 e +18, preceduto dalla proiezione delle prime immagini di “I Cesaroni – Il ritorno”.
La celebre sigla cantata a squarciagola ha risvegliato emozioni profonde, facendo sentire tutti parte di una grande famiglia che accoglie e include. Per qualche istante, i presenti si sono sentiti “Cesaroni”, condividendo le stesse sensazioni e affrontando insieme le sfide della vita quotidiana, senza mai sentirsi fuori posto o fuori tempo. La serie cult, scritta da Giulio Calvani, Federico Favot e Francesca Primavera, è una coproduzione Publispei – RTI/Mediaset, prodotta da Verdiana Bixio. La nuova stagione, composta da dodici episodi ambientati nel quartiere Garbatella, è diretta e interpretata da Claudio Amendola. I Cesaroni rappresentano famiglie di mamme, papà, nonni e figli che, pur con visioni diverse della vita, trovano conforto nell’abbraccio e nel calore reciproci, lo stesso spirito vissuto oggi al GFF.
Quest’anno la serie introduce nuove sfide e volti, tra cui Andrea Arru nei panni di Olmo, un ragazzo neurodivergente che si confronta con i coetanei. A Giffoni è stata anche allestita una “white place” dedicata a supportare chi affronta queste tematiche, promuovendo consapevolezza e inclusione. In Sala Truffaut, nonostante il divieto di spoiler scherzato dal cast, si è aperto un vivace confronto tra trucchi del mestiere, curiosità e intense emozioni – quelle generate da una serie e un cinema “che cura”, tema centrale del festival: diventare umani.
«I Cesaroni sono persone dal cuore grande» ha sottolineato Claudio Amendola in sala. «Il messaggio più importante è l’altruismo: nella serie non c’è mai un personaggio che non si metta in gioco per aiutare gli altri, e credo che questo sia un valore fondamentale da trasmettere, soprattutto in un mondo che spesso fa sentire soli. Sarebbe bello che, attraverso questi personaggi, si riscoprisse l’importanza delle relazioni autentiche».
Quando chiesto di descrivere la nuova stagione in una parola, gli attori hanno risposto così: «Conferma, perché conferma tutto ciò che abbiamo raccontato in passato» ha detto Amendola. «Ma fidatevi, I Cesaroni si abbracciano ancora tantissimo: abbracciamoci». Matteo Branciamore ha scelto due parole: «Abbraccio e famiglia, concedetemi». Marta Filippi, scoperta vibrante di simpatia e talento, ha riscoperto il dialetto romano, proprio del quartiere dove la serie è ambientata e dove sognava di recitare: «Come si dice a Roma, I Cesaroni lo definirei ‘de core’, simbolo di passione e autenticità».
Dopo l’incontro con i giurati, nel Giardino degli Aranci si è svolto il Meet & Greet aperto al pubblico, tra selfie, autografi, adulti tornati bambini e piccini che hanno potuto scoprire una serie destinata a entrare nei loro cuori.


