C’è anche un salernitano tra le 49 persone coinvolte nell’ordinanza emessa dal Gip Federica Ghirardi. del Tribunale di Napoli nell’ambito di una complessa indagine che ruota attorno ai lavori della linea ferroviaria Alta velocità Napoli-Bari, ai rapporti con imprese operanti nei cantieri e alle presunte infiltrazioni della criminalità organizzata.
ll salernitano è Aristodemo Busillo, che viene indicato come legale rappresentante di NACAV e HIRPINIA AV, realtà coinvolte nei lavori della Napoli-Bari. Una delle contestazioni riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti prodotti nei cantieri dell’Alta velocità. Secondo l’ipotesi accusatoria riportata nel provvedimento, Busillo avrebbe avuto un ruolo nella gestione dei materiali provenienti dagli scavi, anche in relazione a rifiuti ritenuti pericolosi e alla presenza di amianto. La vicenda riguarda in particolare il cantiere della galleria dell’HIRPINIA AV, nel territorio di Grottaminarda
L’inchiesta della Procura di Napoli prende in esame un sistema ritenuto dagli investigatori particolarmente articolato, con contestazioni che comprendono, a vario titolo, associazione mafiosa, corruzione, traffico illecito di rifiuti, intestazione fittizia di beni e altre ipotesi di reato. Il quadro accusatorio riguarda soprattutto il sistema degli appalti e dei subappalti collegati alle grandi opere. Al centro dell’ordinanza ci sono 49 indagati e un quadro accusatorio che coinvolge imprese, consorzi, imprenditori e soggetti ritenuti collegati al clan Belforte. All’esito degli interrogatori preventivi degli indagati, 10 persone sono state sottoposte agli arresti domiciliari. Si tratta di Dante Salzillo, Raffaele Salzillo, Alessio De Luca, Alessandro Stabile, Gianfranco Fontana, Angelo Salzillo, Alberto Sannino, Domenico Di Lillo, Salah Ali Abdelati e Aristodemo Busillo. Obbligo di dimora nel comune di residenza, congiuntamente all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tre volte alla settimana, è stato applicato nei confronti di altri 5 indagati : Salvatore Francesco Caruso, Giandomenico Colella, Maurizio Di Prima, Antonio Donadio, e Maurizio Ferroni. Le stesse misure cautelari, unitamente alla sospensione totale dall’esercizio del pubblico servizio per un anno, nei confronti di 2 indagati: Costantino Guidubaldi e Vincenzo Moriello. La sospensione totale dall’esercizio del pubblico servizio per un anno nei confronti di tre indagati: Piero Centonze, Francesco Cosentino ed Alessandro Cupellini.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il meccanismo avrebbe consentito al gruppo criminale di influenzare l’affidamento e l’esecuzione di lavori e servizi pubblici, attraverso rapporti con imprese e soggetti operanti nei consorzi impegnati nella Napoli-Bari. Tra le strutture citate nell’ordinanza figurano NACAV, con base ad Afragola, HIRPINIA AV, con base a Grottaminarda, e TELESE, con base a Torrecuso.
Un secondo filone riguarda la gestione dei rifiuti. L’ordinanza contesta, a diversi indagati e con modalità differenti, attività di gestione e smaltimento illecito di rifiuti speciali, anche pericolosi, collegandole in alcuni casi ai cantieri della Napoli-Bari. Tra le contestazioni compare anche la presunta classificazione irregolare di materiali provenienti dagli scavi, compresi rifiuti con presenza di amianto.
C’è poi il capitolo relativo alla manodopera, con contestazioni riguardanti l’impiego di lavoratori stranieri e presunte condizioni di sfruttamento nei cantieri: mancato rispetto dell’orario e dei periodi di riposo, retribuzioni inferiori ai minimi contrattuali e violazioni delle norme sulla sicurezza.
L’inchiesta comprende inoltre ipotesi di corruzione, intestazione fittizia di beni, false fatturazioni e altre condotte economiche che, secondo l’accusa, avrebbero consentito di schermare patrimoni, mantenere rapporti con le imprese e reinvestire le risorse provenienti dalle attività illecite.
L’indagine, diretta dal procuratore di Napoli, Nicola Gratteri, ha riguardato le opere infrastrutturali per la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità/alta capacità Napoli-Bari, nello specifico le tratte in fase di realizzazione nelle province di Napoli, Avellino e Benevento. Le attività investigative hanno interessato le diverse fasi di gestione delle commesse, dall’affidamento dei lavori alla loro esecuzione e contabilizzazione, fino ai controlli e ai pagamenti alle imprese, nonché la gestione dei materiali di scavo e dei rifiuti di cantiere e la fornitura di calcestruzzo. Secondo l’ordinanza cautelare sarebbe emerso un “sistema di rapporti corruttivi” tra imprenditori e pubblici ufficiali o incaricati di pubblico e servizio che “in ragione delle responsabilità tecniche, amministrative e di cantiere esercitate”, avrebbero agevolato determinate imprese nell’ottenimento delle commesse, nell’esecuzione e contabilizzazione dei lavori, nonché nei controlli e nei pagamenti. “In cambio di favori accordati sarebbero stati corrisposti denaro e altre utilità, tra cui somme in contanti – anche occultate in confezione box natalizi – orologi di pregio, telefoni cellulari, soggiorni, vacanze e altri beni e servizi”, spiega la Procura di Napoli.












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