Covid, Pierro: “Basta strutture commissariali per smaltire i materiali, usiamo la macchina dello Stato”

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A distanza di anni dalla conclusione dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, resta aperta la questione dello smaltimento e della dismissione dei materiali acquistati durante la pandemia e ancora presenti nei magazzini italiani. A intervenire sul tema è il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci, Attilio Pierro, che chiede di evitare il ricorso a nuove strutture commissariali e di affidare le operazioni alle amministrazioni pubbliche già esistenti.

La proposta è contenuta in un ordine del giorno sottoscritto, oltre che da Pierro, dai deputati Ziello, Davide Bergamini, Bof, Furgiuele, Pozzolo, Ravetto e Sasso. L’obiettivo indicato è quello di ricondurre la gestione delle rimanenze legate alla pandemia nell’ambito delle strutture ordinarie dello Stato.

«Anni dopo la fine dell’emergenza Covid-19 ancora parliamo di strutture commissariali. Per fare cosa?», osserva Pierro, riferendosi alle mascherine, ai guanti e ai camici che, secondo quanto riportato nel comunicato, risultano ancora stoccati in diversi magazzini sul territorio nazionale.

Il deputato pone l’accento anche sui costi legati alla permanenza delle scorte nei depositi. Affitti e servizi di custodia, sostiene, continuano infatti a gravare sulla spesa pubblica. Da qui la richiesta di procedere rapidamente alla ricognizione del materiale e alla sua successiva dismissione o gestione attraverso le strutture dello Stato.

Nel mirino di Pierro c’è soprattutto il ricorso prolungato a strumenti commissariali, nati come risposta a situazioni eccezionali. «Trasformare uno strumento eccezionale in prassi ordinaria significa creare una burocrazia parallela, deresponsabilizzare i quadri della Pubblica amministrazione e produrre nuovi oneri per i contribuenti», afferma.

La proposta è quella di coinvolgere direttamente i ministeri competenti, i Vigili del fuoco e la Protezione civile, evitando, secondo quanto indicato nell’ordine del giorno, il ricorso a ulteriori consulenze esterne o a compensi aggiuntivi legati a incarichi straordinari.

Per Pierro, le amministrazioni pubbliche dispongono già delle professionalità necessarie per gestire l’intero processo: dalla ricognizione delle giacenze al trasporto, dalla selezione fino allo smaltimento dei materiali. Il deputato chiede quindi la predisposizione di un cronoprogramma vincolante, con l’obiettivo di azzerare le scorte ancora presenti e procedere alla chiusura dei contratti stipulati con gli operatori privati.

«Se il Governo crede alla professionalità dei dipendenti dello Stato, cambi parere e dia parere favorevole a questo ordine del giorno», conclude Pierro, sostenendo che la valorizzazione delle strutture e del personale già in servizio rappresenterebbe, a suo giudizio, la soluzione per chiudere definitivamente la gestione dell’eredità amministrativa della pandemia senza ricorrere a una nuova stagione commissariale.

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