Il Trio Titano ha portato il tango nuevo e i grandi maestri classici sulla spiaggia di Erchie sabato 22 agosto 2026, in un evento promosso dall’Associazione “Uniti per Erchie”
Di Paolo De Leo
C’è un borgo, sulla Costiera Amalfitana, dove il mare non è solo paesaggio ma diventa palcoscenico. È Erchie, gemma incastonata in una stretta vallata che si apre su una baia da sogno: una spiaggia circondata da pareti rocciose ricoperte di rigogliosa macchia mediterranea, con piccole case aggrappate ai pendii. Un luogo che sembra fatto apposta per accogliere l’arte, e che questa estate lo farà davvero, grazie a un progetto capace di unire musica, territorio e comunità.
Un concerto, un viaggio
Si è intitolato “Onde che parlano, musica che cura” l’appuntamento firmato dal Trio Titano, a cura dell’Associazione “Uniti per Erchie”, andato in scena ieri, sabato 22 agosto 2026. Non un semplice concerto, ma un vero e proprio viaggio sonoro che ha condotto il pubblico nell’universo del tango nuevo, tra le pagine più intense di Astor Piazzolla, Carlos Gardel e Gerardo Matos Rodríguez, per poi intrecciarsi con i grandi nomi del repertorio barocco, classico e romantico: Antonio Vivaldi, Johann Sebastian Bach e Niccolò Paganini.
Un programma che ha accostato epoche e mondi apparentemente lontani — il fervore delle milonghe di Buenos Aires e il rigore delle corti europee — per dimostrare come la musica, quando è autentica, non conosca confini né tempo.
L’idea alla base dell’iniziativa è semplice quanto potente: portare la musica in riva al mare, restituendole la sua dimensione più naturale e condivisa, sostenendo al tempo stesso i giovani talenti musicali e promuovendo un turismo lento e consapevole, fatto di ascolto, bellezza e lentezza, in netta controtendenza rispetto ai ritmi frenetici del turismo di massa.
Chi è “Uniti per Erchie”
Dietro l’iniziativa c’è l’impegno dell’Associazione “Uniti per Erchie”, nata con una missione precisa e a più livelli:
- preservare e valorizzare la bellezza paesaggistica del borgo;
- migliorare la qualità della vita di chi ad Erchie abita ogni giorno;
- qualificare l’offerta turistica, generando occupazione e benessere nel rispetto dell’ambiente, della sicurezza, dell’igiene e del paesaggio.
Un impegno che va ben oltre l’organizzazione di singoli eventi: è un progetto culturale e sociale che guarda al futuro di Erchie con la convinzione che la bellezza, se curata e condivisa, possa diventare motore di sviluppo e coesione per tutta la comunità.
Un legame identitario da ricucire
Dietro queste iniziative c’è anche un obiettivo più ampio, di natura identitaria e amministrativa: riportare Erchie a essere frazione di Cetara, come storicamente è stato, e non di Maiori, comune a cui il borgo appartiene attualmente. Un percorso che l’Associazione “Uniti per Erchie” porta avanti su un doppio binario: da un lato un’iniziativa popolare, per raccogliere il consenso e la voce della comunità; dall’altro la valorizzazione concreta del territorio, attraverso eventi culturali come questo concerto, capaci di tenere vivo il borgo, di richiamare attenzione su di esso e di rafforzarne l’identità.
Musica, paesaggio e appartenenza si intrecciano così in un unico disegno: rendere Erchie non solo più bello da vedere, ma più vivo da vivere e più riconosciuto per ciò che, nella memoria e nel sentire dei suoi abitanti, è sempre stato.
Le parole di un poeta
A raccontare il potenziale di Erchie come luogo dell’anima e dell’ispirazione è stato, in tempi non sospetti, il poeta Giuseppe Liuccio, che ha immaginato il borgo come una vera e propria patria dell’arte:
“Erchie potrebbe prestarsi a dimora privilegiata di artisti provenienti da tutto il mondo per fare del borgo, in attività permanente di poesia, pittura e musica, un paradiso deputato all’ispirazione ed alla produzione artistica, con quell’anfiteatro naturale che dall’alto si apre a ventaglio nella minuscola rada e dal mare si incunea ad imbuto verso la gola a scalare la collina alla scoperta della sorgente delle fresche acque che scorrono nello stretto vallone San Nicola.”
Parole che sembrano scritte apposta per questo momento: la conformazione stessa di Erchie, con il suo anfiteatro naturale di roccia e vegetazione che degrada verso il mare, si presta perfettamente alla musica dal vivo, capace di rimbalzare tra le pareti della baia e arrivare, pura, fino all’acqua.
Onde che parlano, Musica che cura
Il titolo dell’evento non è casuale. “Musica che cura” è una dichiarazione d’intenti: la musica come strumento di benessere collettivo, capace di rigenerare non solo chi ascolta, ma anche il territorio che la ospita. In un borgo che fa della bellezza paesaggistica la propria identità, un concerto diventa così molto più di un intrattenimento serale: è un atto di cura, verso la comunità, verso i visitatori e verso il mare che da sempre custodisce Erchie.
Un appuntamento, dunque, da ricordare per chi ha cercato — e trovato — un’esperienza autentica, dove la grande musica ha incontrato uno dei paesaggi più suggestivi della Costiera Amalfitana.














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