Sì unanime del Consiglio regionale alla proposta del consigliere Davide D’Errico: il progetto prevede distributori gratuiti negli istituti e campagne di sensibilizzazione per ridurre disuguaglianze e stigma.
Il ciclo mestruale non dovrà più rappresentare un ostacolo alla frequenza scolastica. È questo l’obiettivo della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Campania, proposta dal consigliere regionale Davide D’Errico, che punta a introdurre la distribuzione gratuita di assorbenti e tamponi negli istituti secondari di primo e secondo grado attraverso l’installazione di appositi distributori automatici.
«Il ciclo mestruale non deve mai diventare vergogna, disagio o motivo di assenza da scuola. Anche questa è una delle tante ingiustizie di genere che dobbiamo affrontare», ha dichiarato D’Errico durante il suo intervento in aula.
Alla base dell’iniziativa c’è un tema sociale sempre più discusso: quello della povertà mestruale, ovvero la difficoltà per molte persone di acquistare prodotti essenziali per la gestione del ciclo. Secondo un rapporto sulla giustizia mestruale realizzato da WeWorld e Ipsos, in collaborazione con Equonomics e la School of Gender Economics di Unitelma Sapienza, circa una persona su sei in Italia dichiara di non riuscire a permettersi questi prodotti.
Un problema aggravato anche dall’aumento dell’IVA sugli assorbenti, passata dal 5 al 10% dal gennaio 2024, con un conseguente incremento dei costi per le famiglie. La mozione approvata in Campania prevede non solo la sperimentazione della distribuzione gratuita nelle scuole, ma anche l’impegno della Regione a promuovere nelle sedi istituzionali la richiesta di riduzione dell’IVA dal 10% al 4%, equiparando i prodotti mestruali ad altri beni considerati di prima necessità.
Il progetto comprenderà inoltre campagne di informazione sull’educazione mestruale e sulla salute riproduttiva, con l’obiettivo di eliminare pregiudizi e creare maggiore consapevolezza tra studenti e studentesse. La fase iniziale sarà una sperimentazione pilota, attraverso la quale verranno valutati costi, sostenibilità e impatto sociale dell’iniziativa, in vista di una possibile estensione a tutto il territorio regionale. La Campania si inserisce così in un percorso già avviato da altre realtà italiane ed europee. Lo scorso aprile la Valle d’Aosta era stata la prima regione italiana a introdurre un progetto simile.
«Dobbiamo garantire che la gestione del ciclo mestruale non sia un limite alla vita scolastica e sociale delle ragazze», ha sottolineato D’Errico, richiamando le esperienze dei Paesi europei dove iniziative di questo tipo sono già una realtà consolidata.
Una scelta che punta a trasformare un tema spesso vissuto in silenzio in una questione di diritto, inclusione e pari opportunità.











Lascia un commento