La pulizia della città, l’organizzazione del personale e la qualità dei servizi offerti ai cittadini finiscono al centro dello scontro politico in Commissione Trasparenza-Ambiente. A sollevare nuove critiche nei confronti della gestione di Salerno Pulita è il consigliere comunale di opposizione Gabriele Casaburi, esponente di Forza Italia, che al termine della seduta svoltasi venerdì 30 ottobre ha espresso un giudizio decisamente negativo sull’operato dell’amministratore della società partecipata, Bennet.
Il confronto, stando a quanto riferito dallo stesso Casaburi, sarebbe stato caratterizzato da momenti di tensione e da risposte giudicate poco soddisfacenti rispetto alle questioni sollevate. Il consigliere aveva chiesto chiarimenti sullo stato della pulizia in città, sull’organizzazione delle squadre operative, sui controlli, sulla produttività del personale e soprattutto sulla gestione delle segnalazioni provenienti dai cittadini. Temi che, secondo l’esponente di Forza Italia, richiederebbero risposte precise e dati verificabili, considerata la rilevanza del servizio per la vita quotidiana dei salernitani.
Il passaggio più emblematico del confronto è stato quello relativo alla valutazione della gestione. Casaburi ha assegnato un 4 su 10 al servizio, motivando il giudizio con le numerose criticità che continuerebbero a emergere sul territorio. Di diverso avviso l’amministratore Bennet, che avrebbe attribuito alla propria gestione un 7, arrivando a sostenere che cinquanta segnalazioni al giorno sarebbero persino poche per una città delle dimensioni di Salerno. Una considerazione che ha suscitato la reazione del consigliere: «Cinquanta cittadini che ogni giorno segnalano problemi non sono un dato da minimizzare, ma cinquanta ragioni per interrogarsi su ciò che non funziona».
Per Casaburi, infatti, il numero delle segnalazioni non può essere considerato un elemento trascurabile, ma dovrebbe rappresentare un indicatore utile a individuare le criticità e a intervenire tempestivamente. A rendere ancora più acceso il confronto sarebbe stata la risposta dell’amministratore sulla modalità con cui vengono presentate le segnalazioni: secondo quanto riferito dal consigliere, Bennet avrebbe sostenuto che anche un rappresentante istituzionale dovrebbe servirsi degli stessi canali ordinariamente riservati agli utenti. Una posizione che Casaburi contesta, rivendicando il ruolo del consigliere comunale quale rappresentante democraticamente eletto e titolare di funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo.
«Un consigliere comunale non è un semplice utente che presenta un reclamo», sottolinea Casaburi, ricordando che una società partecipata è chiamata a rispondere del proprio operato alla comunità e alle istituzioni cittadine. Nel corso della seduta, sempre secondo il racconto del consigliere, Bennet avrebbe inoltre richiamato la propria attività professionale di commercialista, descrivendo il ruolo alla guida di Salerno Pulita quasi come un peso rispetto agli impegni del proprio studio. Un passaggio che Casaburi ha giudicato inopportuno, evidenziando come un incarico pubblico rappresenti innanzitutto una responsabilità e non un favore reso alla città.
Ma le contestazioni non si fermano alla qualità del servizio. Un altro capitolo riguarda l’organizzazione del personale e, in particolare, la posizione di circa 20-25 lavoratori provenienti dall’ex settore pulizie che, pur svolgendo mansioni analoghe a quelle di altri colleghi, risulterebbero ancora destinatari di differenti inquadramenti contrattuali e trattamenti economici. Una questione che, secondo quanto riferito da Casaburi, sarebbe rimasta irrisolta nonostante le rassicurazioni che sarebbero state fornite circa due anni fa per arrivare a una regolarizzazione.
Anche su questo punto il consigliere lamenta di non aver ricevuto chiarimenti concreti. A tale vicenda si aggiungerebbe un’ulteriore considerazione che Casaburi riferisce di aver ascoltato nel corso del confronto: l’amministratore avrebbe definito «normale», in presenza di un organico così numeroso, che ci sia qualcuno che lavori meno. Un’affermazione che, nella lettura del consigliere, apre interrogativi sui criteri di organizzazione, controllo e valutazione delle prestazioni lavorative all’interno della società.
«Per quale motivo lavoratori che svolgerebbero le medesime mansioni dovrebbero ricevere trattamenti differenti? Quali criteri vengono adottati? Perché, dopo due anni, la questione non risulta ancora chiarita?», sono le domande poste da Casaburi, che chiede trasparenza e risposte nel merito.
La vicenda riporta così al centro del dibattito cittadino il funzionamento di Salerno Pulita, una società che gestisce un servizio essenziale e il cui operato incide direttamente sulla qualità della vita urbana. Per Casaburi non è più sufficiente minimizzare le segnalazioni o rivendicare valutazioni positive sulla propria gestione: occorre misurarsi con i problemi quotidiani, garantire controlli efficaci e assicurare condizioni di lavoro chiare ed eque. La pulizia della città, conclude nella sostanza il consigliere, non si giudica attraverso le autovalutazioni di chi amministra, ma attraverso i risultati che i cittadini possono constatare ogni giorno.












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