Biscotti Senza Frontiere, Medici Senza Frontiere torna a Salerno. Due giorni di solidarietà per sostenere le emergenze umanitarie

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Presentata questa mattina nella Sala Giunta del Comune la terza edizione dell’iniziativa. Sabato 24 e domenica 25 ottobre volontari in piazza San Francesco e in via Velia per raccogliere fondi destinati al fondo di emergenza dell’organizzazione. L’assessore Paola De Roberto: «Anche con un piccolo gesto possiamo contribuire»

di Riccardo Pucciarelli

La solidarietà passa anche attraverso un biscotto. Sabato 24 e domenica 25 ottobre Medici Senza Frontiere torna nelle piazze italiane con Biscotti Senza Frontiere, la campagna di raccolta fondi che punta a sostenere gli interventi medico-umanitari dell’organizzazione nelle aree del mondo colpite da guerre, emergenze sanitarie e catastrofi naturali. Salerno partecipa anche quest’anno all’iniziativa con due punti di raccolta, in via Velia e in piazza San Francesco. La terza edizione della manifestazione è stata presentata questa mattina nella Sala Giunta del Comune di Salerno, nel corso di un incontro moderato dal giornalista Edoardo Scotti, alla presenza dell’assessore comunale alle Politiche sociali Paola De Roberto e di Lina Coppola, coordinatrice del gruppo locale di Medici Senza Frontiere, nonchè iconsigliere Comunle e presidente della commissione Politiche Giovanili, Giovanni Fiorito. Un appuntamento che, al di là della raccolta economica, intende avvicinare i cittadini alle crisi umanitarie internazionali, ricordando come anche un contributo individuale, apparentemente piccolo, possa concorrere a sostenere chi si trova in condizioni di estrema vulnerabilità. «Tra le 200 piazze italiane per Biscotti Senza Frontiere ce ne sono due a Salerno», ha sottolineato l’assessore Paola De Roberto, ringraziando il gruppo locale dell’organizzazione e i volontari che ogni anno si impegnano per diffondere il messaggio dell’iniziativa. «A volte il tema delle guerre, che pure ci affligge e ci addolora, ci sembra molto lontano. Grazie invece all’impegno dei volontari riusciamo tutti a poter contribuire con un piccolo gesto». Per l’assessore, è proprio questo il significato più profondo della campagna: rendere concreta la partecipazione di ciascuno senza pensare che, per fare la differenza, sia necessario compiere gesti straordinari. «Non dobbiamo stravolgere il mondo. Credo che questo sia il significato più importante di questa iniziativa», ha aggiunto De Roberto. A illustrare gli obiettivi della campagna è stata Lina Coppola, coordinatrice del gruppo locale di Medici Senza Frontiere, che ha confermato la presenza dei volontari per entrambe le giornate, dalle 9 alle 19, in pvia Velia e in piazza San Francesco. Si tratta di un’iniziativa giovane, ma in crescita: secondo quanto riferito da Coppola, dalle 120 piazze delle prime edizioni si è passati a 150, fino alle 200 previste quest’anno, con il coinvolgimento complessivo di circa 2.000 volontari. Una rete di persone che mette a disposizione tempo ed energie per sostenere le attività dell’organizzazione e sensibilizzare la popolazione sulle emergenze che attraversano il pianeta. Il ricavato della campagna sarà destinato al fondo di emergenza di Medici Senza Frontiere, uno strumento essenziale per consentire all’organizzazione di intervenire tempestivamente quando si presenta una nuova crisi. La disponibilità di risorse economiche permette infatti di affrontare le prime necessità, organizzare le missioni e portare assistenza medica alle popolazioni colpite. Coppola ha inoltre richiamato l’importanza dell’indipendenza dell’organizzazione, spiegando che la raccolta di contributi privati, provenienti da cittadini e aziende, contribuisce a garantirne l’autonomia e l’imparzialità. «Questo perché deve garantirsi l’imparzialità, la propria autonomia e poter andare dove c’è bisogno di cura, al di là del credo religioso», ha affermato la coordinatrice. Un principio che rappresenta uno degli elementi distintivi di Medici Senza Frontiere: prestare assistenza sanitaria sulla base dei bisogni delle persone, senza discriminazioni e indipendentemente dalle appartenenze religiose o politiche. Nel corso dell’incontro, Coppola ha richiamato l’attenzione sulle numerose emergenze internazionali, dalle guerre in Medio Oriente alle catastrofi naturali, sottolineando quanto sia importante poter contare su fondi disponibili per intervenire rapidamente. Tra gli scenari più drammatici citati, quello di Gaza, dove la distruzione delle strutture sanitarie e le difficoltà operative rendono estremamente complessa l’assistenza alla popolazione. La coordinatrice ha ricordato anche il pesante tributo pagato dagli operatori umanitari, sottolineando la necessità di sostenere chi continua a lavorare in contesti nei quali garantire cure mediche significa affrontare rischi e ostacoli enormi. «Per affrontare tutto questo c’è bisogno che noi ci adoperiamo per una raccolta fondi», ha spiegato Coppola, rivolgendo un appello alla cittadinanza affinché partecipi alla campagna e colga l’occasione per conoscere più da vicino il lavoro dell’organizzazione. La presenza nelle piazze, infatti, non si esaurisce nella distribuzione dei biscotti e nella raccolta delle donazioni. È anche un’occasione per dialogare con i cittadini, raccontare le attività dei medici e degli operatori umanitari e rendere visibili realtà che spesso restano lontane dalla quotidianità di chi vive nei Paesi più protetti. «Hanno il fuoco dentro», ha detto Coppola riferendosi a quanti scelgono di impegnarsi nelle missioni umanitarie, sottolineando come siano la passione, la dedizione e l’amore verso il prossimo a consentire di affrontare difficoltà che, in molti casi, sono difficili persino da immaginare. Sabato 24 e domenica 25 ottobre, dunque, i volontari di Medici Senza Frontiere saranno presenti in via Velia e in piazza San Francesco, dalle 9 alle 19, per la terza edizione salernitana di Biscotti Senza Frontiere. Un’iniziativa che invita i cittadini a trasformare la sensibilità verso le tragedie del mondo in un gesto concreto. Perché, come ricordato durante la presentazione a Palazzo di Città, non sempre è necessario fare qualcosa di grande per contribuire a un cambiamento: a volte basta scegliere di esserci, sostenendo chi porta cure e assistenza là dove ce n’è più bisogno.

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