Un quadro clinico ed economico sempre più critico, attraversato da crepe strutturali che vanno dai ritardi nei pagamenti del soccorso d’emergenza fino alla gestione miope dei fondi per le patologie croniche e alla disomogeneità dell’assistenza territoriale. A tracciare un bilancio duro e senza sconti sulla situazione della sanità pubblica e privata in provincia di Salerno e sull’intero territorio regionale è Amedeo Auriemma, Capo Dipartimento Provinciale Sanità Pubblica e Privata Salernitana del movimento Italia Domani – Marco Rizzo. A margine di un approfondito colloquio sulle emergenze che attanagliano il territorio, Auriemma analizza i tre fronti caldi che stanno mettendo a dura prova il diritto alla salute dei cittadini campani.
Allarme 118: volontariato allo stremo e rimborsi bloccati
La prima emergenza riguarda la rete dei soccorsi del 118, dove le associazioni di volontariato, come segnalato dal giornalista Luigi Martino, denunciano rimborsi bloccati con ritardi che superano regolarmente i sessanta giorni. L’impennata del costo dei carburanti e l’inflazione costante hanno prosciugato le casse delle organizzazioni, costrette ad anticipare ingenti somme o a ricorrere a fidi bancari per garantire stipendi e rifornimenti ai mezzi di soccorso. Per alcune piccole realtà territoriali, i crediti arretrati sfiorano i 40mila euro. Al centro del nodo burocratico c’è Soresa, che addossa i ritardi alla mancata erogazione dei flussi finanziari da parte della Regione Campania.
«Siamo al punto di non ritorno: le associazioni di volontariato non possono continuare a fare da banca alla Regione Campania e alle Asl», incalza Amedeo Auriemma. «Mantenere operative le ambulanze in queste condizioni è diventato un atto di eroismo insostenibile. Se non vengono liquidate immediatamente le spettanze bloccate da mesi, il servizio di emergenza-urgenza rischia un blocco totale, con conseguenze drammatiche per la vita delle persone. Pretendiamo tempi certi e pagamenti diretti: la salute pubblica non si regge sul credito passivo dei volontari».
Caos Distretti nel Cilento: «Stop alla marginalizzazione di Agropoli»
Accanto all’emergenza 118, resta aperta la ferita della programmazione territoriale a sud di Salerno, in particolare nel Cilento, dove si registra una profonda diseguaglianza nell’accesso alle cure tra le aree costiere e i comuni dell’interno. La disparità demografica e geografica tra gli attuali distretti sanitari impone una revisione urgente per riequilibrare i bacini d’utenza e avvicinare l’assistenza ai cittadini. Sul punto, Auriemma evidenzia: «Il Cilento non può più essere considerato una terra di serie B. La razionalizzazione dei distretti sanitari è una scelta improcrastinabile, ma deve andare di pari passo con la riapertura e il pieno potenziamento del Pronto Soccorso di Agropoli e delle strutture di Roccadaspide, Vallo della Lucania e Sapri. Chi vive nelle aree interne o sulla costa ha lo stesso identico diritto al pronto intervento di chi risiede nei grandi capoluoghi. Non possiamo tollerare che la distanza da un ospedale diventi una condanna».
Diabete e fondi inutilizzati: «Un’ingiustizia intollerabile»
Esplode il caso della gestione dei fondi destinati alla diabetologia. In Campania, dove oltre 500mila persone convivono con il diabete (con una prevalenza del 7,5%), la scelta della Regione di non consentire la compensazione dei fondi sottoutilizzati tra le diverse Asl rischia di far gravare sui pazienti il costo delle visite di controllo e dei piani terapeutici. Nel solo 2025 circa 850mila euro – prevalentemente rimasti inutilizzati nelle Asl di Caserta e Avellino – sono stati congelati, impedendo l’effettuazione di oltre 47mila visite specialistiche nelle province di Salerno e Napoli, dove i tetti di spesa si esauriscono con largo anticipo. «È un paradosso vergognoso e inaccettabile», denuncia con fermezza il responsabile Sanità di Italia Domani. «Lasciare inutilizzate risorse già stanziate per la diabetologia mentre i cittadini di Salerno e Napoli sono costretti a pagare di tasca propria o a rinunciare alle cure significa calpestare i Livelli Essenziali di Assistenza. La mancata prevenzione non genera risparmi, ma solo costi maggiori futuri legati alle complicanze e ai ricoveri. Chiediamo la redistribuzione immediata dei fondi non spesi e un riequilibrio equo del budget tra le Asl. Italia Domani continuerà a battersi al fianco dei cittadini e dei malati cronici per restituire dignità e vicinanza alla sanità salernitana».
Ospedale di Battipaglia: «L’ennesimo slittamento è l’ennesima beffa per il territorio»
Infine, a completare il quadro dei disservizi della sanità salernitana, c’è il nuovo ritardo che coinvolge l’ospedale “Santa Maria della Speranza” di Battipaglia. La riapertura parziale dell’ala Est del presidio — inizialmente prevista per lunedì 19 ottobre con il ripristino dei posti letto di Rianimazione, Ortopedia, Medicina generale, Chirurgia e di una prima sala operatoria — è slittata di almeno un’altra settimana per consentire le operazioni di sanificazione. Una tempistica incerta che si somma all’attesa per il rientro di reparti cruciali come Ginecologia, Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale, la cui operatività è slittata a metà novembre dopo i trasferimenti d’emergenza avvenuti ad agosto.
«Il rinvio dell’apertura dell’ospedale di Battipaglia è solo l’ennesima prova di una programmazione sanitaria regionale che brilla per improvvisazione e superficialità», incalza duro Amedeo Auriemma. «Un intero comprensorio e migliaia di cittadini continuano a subire i disagi di un presidio a scartamento ridotto, con reparti vitali come Pediatria e Neonatologia ancora trasferiti altrove. Giustificare i ritardi con la sanificazione all’ultimo minuto significa ammettere una gestione dei tempi fallimentare. La salute pubblica a Battipaglia non può vivere di continue proroghe e “speranze”: chiediamo che la Regione e l’Asl garantiscano la riapertura immediata e la piena funzionalità di tutti i reparti senza ulteriori rinvii».













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