Trasporto pubblico a Salerno, l’allarme di Gianfranco Valiante: «Basta promesse, servono fatti»

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L’ex sindaco di Baronissi e già consigliere regionale denuncia il peggioramento dei collegamenti urbani ed extraurbani: «Studenti, pendolari e residenti delle periferie pagano il prezzo di un servizio inadeguato». Corsie preferenziali, più corse e investimenti per uscire dall’emergenza.

di Riccardo Pucciarelli

A distanza di pochi mesi dall’allarme lanciato lo scorso febbraio, la crisi del trasporto pubblico a Salerno continua a sollevare interrogativi sulla qualità dei collegamenti e sulla capacità di rispondere alle esigenze quotidiane dei cittadini. Ritardi, corse saltate, frequenze insufficienti e difficoltà nel raggiungere scuole, università e luoghi di lavoro rappresentano, secondo Gianfranco Valiante, ex sindaco di Baronissi e già consigliere regionale della Campania, criticità che non possono più essere affrontate con annunci e promesse. Al centro della denuncia, la necessità di ripensare l’organizzazione del servizio, tutelare chi lavora nel settore e restituire al trasporto pubblico un ruolo centrale nella mobilità cittadina. Lo abbiamo intervistato per approfondire le cause dell’emergenza e le possibili soluzioni.

Dottor Valiante, a febbraio aveva già lanciato un allarme sul trasporto pubblico. Che cosa è cambiato da allora? «Purtroppo, la situazione non è migliorata, ma è scivolata in una vera e propria emergenza quotidiana. Studenti e pendolari sono costretti a fare i conti con ritardi, corse saltate e collegamenti che non rispondono alle reali esigenze del territorio. Le criticità che avevamo evidenziato a inizio anno sono ancora attuali e richiedono interventi concreti. Non possiamo continuare a parlare di mobilità efficiente senza affrontare i problemi che i cittadini vivono ogni giorno».

A pagare il prezzo più alto sembrano essere soprattutto gli abitanti delle periferie e dei quartieri collinari. «È proprio così. La ridotta frequenza delle corse nelle aree periferiche accentua le disuguaglianze e rischia di isolare intere fasce della popolazione. Penso agli anziani, ai lavoratori e soprattutto agli studenti, che devono poter raggiungere con puntualità gli istituti scolastici e il campus universitario. Il trasporto pubblico deve garantire pari opportunità di accesso allo studio, al lavoro e ai servizi. Non può esistere una città nella quale la possibilità di spostarsi agevolmente dipenda dal quartiere in cui si vive».

Uno dei problemi più evidenti riguarda i tempi di percorrenza, spesso imprevedibili. Quanto pesa il traffico sulla regolarità del servizio? «Pesa moltissimo. Se gli autobus sono costretti a condividere le stesse code delle auto private, senza corsie preferenziali dedicate e protette, diventa difficile garantire puntualità e affidabilità. Il risultato è che il mezzo pubblico perde attrattività e molti cittadini finiscono per preferire l’automobile. Si innesca così un circolo vizioso: aumentano il traffico e l’inquinamento, mentre il trasporto collettivo diventa sempre meno competitivo. Servono scelte precise per dare agli autobus la possibilità di circolare con maggiore regolarità».

Quali interventi ritiene prioritari per superare questa fase di emergenza? «Occorre innanzitutto potenziare le corse, rivedere l’organizzazione dei collegamenti urbani ed extraurbani e garantire una maggiore integrazione tra le diverse linee. Bisogna intervenire sulle tratte che presentano maggiori difficoltà, assicurando frequenze adeguate anche nelle periferie e nei quartieri collinari. Parallelamente, è necessario investire nel rinnovo della flotta, con mezzi moderni e a basso impatto ambientale, e realizzare infrastrutture coerenti con le caratteristiche del territorio. La sostenibilità non può restare uno slogan: deve tradursi in un servizio efficiente e concretamente accessibile».

Lei ha richiamato anche la necessità di tutelare le condizioni di lavoro degli operatori. Perché questo aspetto è così importante? «Perché non si può pretendere un servizio efficiente senza partire da un’organizzazione interna solida e da condizioni di lavoro adeguate per autisti e personale. Sicurezza, puntualità e affidabilità dipendono anche dalla capacità di mettere gli operatori nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio compito. La qualità del trasporto pubblico si costruisce considerando insieme le esigenze degli utenti e quelle di chi ogni giorno garantisce il servizio. Trascurare uno di questi aspetti significa compromettere l’intero sistema».

Il rischio è che, di fronte a un servizio inaffidabile, i cittadini rinuncino definitivamente al trasporto pubblico? «È un rischio concreto. Se un lavoratore non può essere certo di arrivare puntualmente al lavoro o uno studente non riesce a raggiungere la scuola o l’università senza disagi, la fiducia nel servizio viene meno. Per questo è indispensabile intervenire con una programmazione seria, che tenga conto dei flussi di mobilità e delle necessità reali della comunità. Il trasporto pubblico non è un servizio marginale, ma uno strumento fondamentale per la qualità della vita, la coesione sociale e la tutela dell’ambiente».

Qual è, dunque, il messaggio che rivolge agli enti e ai soggetti responsabili della mobilità? «È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Le criticità sono note e non possono essere continuamente rinviate. Servono decisioni, investimenti e una pianificazione capace di produrre risultati verificabili. Bisogna restituire dignità a un servizio essenziale, garantendo ai cittadini collegamenti affidabili e condizioni di viaggio adeguate. Studenti, pendolari, lavoratori e famiglie hanno diritto a una mobilità che risponda alle loro esigenze quotidiane. Non possiamo più limitarci a registrare i disagi: dobbiamo affrontarli e risolverli».

La denuncia di Gianfranco Valiante riporta al centro del dibattito una questione che riguarda direttamente il diritto alla mobilità e l’organizzazione della vita cittadina. Il superamento delle criticità richiede interventi coordinati, risorse adeguate e una verifica puntuale dei risultati, a partire dalla regolarità delle corse, dalla copertura delle periferie e dalla tutela degli operatori. Per studenti e pendolari, infatti, il trasporto pubblico non è una promessa da attendere, ma un servizio essenziale da poter utilizzare ogni giorno con affidabilità. Ed è proprio su questo terreno che si misurerà la capacità di trasformare gli annunci in risposte concrete.

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