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Salerno in CORTOcircuito, la prima serata conferma la crescita della rassegna

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Al Teatro Nuovo tre giorni dedicati a cortometraggi e documentari. Pubblico numeroso e opere di grande interesse: tra i lavori più apprezzati “Qui dove il mare luccica”, “Ableo, l’anticonformista” e “Amanti a mano armata”

È partita con una serata ricca di contenuti e di partecipazione la XVII edizione di “Salerno in CORTOcircuito”, la rassegna cinematografica dedicata al cortometraggio e al documentario, in programma al Teatro Nuovo di Salerno fino a domenica 4 ottobre. Un appuntamento che, anno dopo anno, sembra confermare la propria capacità di crescere e di mantenere vivo l’interesse del pubblico. Anche questa edizione si è aperta infatti con una sala partecipe e con una proposta cinematografica capace di spaziare tra storie personali, memoria, territorio e tematiche sociali.

Ad aprire ufficialmente la manifestazione è stato “Adelina” di Rodolfo Fornario, vincitore del Premio “Elvira Notari” assegnato dalla giuria popolare di Salerno in CORTOcircuito 2025. Nel corso della serata è stata inoltre conferita la Menzione alla Carriera della Personalità/Realtà locale del mondo artistico salernitano all’attore Yari Gugliucci. Particolarmente ricco il programma dei lavori in concorso proposti nella prima giornata. Tra i titoli che hanno suscitato maggiore attenzione si segnala “Qui dove il mare luccica” di Giuseppe A. Modica, un documentario della durata di poco più di 17 minuti, capace di mettere al centro il rapporto con il territorio e il mare attraverso uno sguardo attento e personale.

Di rilievo anche “Ableo, l’anticonformista” di Francesca Matera, documentario di oltre 52 minuti che ha rappresentato uno dei lavori più articolati della serata, e “Amanti a mano armata” di Cecilia Rizzuto, cortometraggio di circa 25 minuti che ha offerto un ulteriore momento di riflessione attraverso il linguaggio cinematografico.

In concorso anche “Lethni” di Luigi Di Domenico, “Vetro e cemento” realizzato dal Liceo Statale “Alfano I” di Salerno, “Il tempo del pomodoro” di Emanuele Sante Granata, “Trotula e il sentiero del vento” di Federica Avagliano e “O’ Sparacanal” di Libero Matteo Lupo Maglione. Proprio “O’ Sparacanal”, per motivi legati alle tempistiche della serata, non è stato possibile proiettarlo durante il primo appuntamento e sarà recuperato nel programma della seconda giornata.

Il dato che emerge dalla prima serata è dunque quello di una manifestazione che continua a trovare una propria identità nel panorama culturale salernitano. Non soltanto attraverso le opere presentate, ma anche grazie alla partecipazione del pubblico, che continua a seguire con interesse un festival capace di proporre linguaggi e storie differenti. Il filo conduttore resta quello dell’impegno sociale, grazie alla straordinaria presenza di Gianluca Di Martino e Vincenzo Mele. Opere che affrontano questioni della contemporaneità e offrono punti di vista differenti sulla società, sulle persone e sui territori.

E il programma non si ferma. Sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 19, il Teatro Nuovo tornerà ad accogliere il pubblico per la seconda giornata della rassegna, con una nuova selezione di cortometraggi e documentari.

In gara saranno presentati “Cilento Magico” di Andrea D’Ambrosio, “Il Regno di Mezzostrada” di Teresa Di Florio, “Gli unicorni volano liberi” di Enza Lasalandra, “Magnitudo 6.9” di Antonio Emanuele Ricci, “La festa” di Cristina Buoninfante, “Ciao, papà!” di Luca Landi, “The Border” di Carlo Fumo, “No way out” del Liceo Statale “Alfano I” di Salerno e “Divina” del Liceo Artistico “Sabatini-Menna”.

A questi si aggiungerà proprio “O’ Sparacanal”, recuperato dalla prima serata. Una seconda giornata che conferma la varietà della proposta e che, alla luce della partecipazione registrata all’esordio, si prepara a mantenere alta l’attenzione su una rassegna che continua a costruire, edizione dopo edizione, il proprio spazio nel calendario culturale della città.

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