Il Falaut Campus torna a Salerno anche nel 2027: allo studio un mega concerto all’aperto

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Di Paolo De Leo

SALERNO — Il Falaut Campus, giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione, si avvia verso la conclusione dei sei giorni di masterclass e concerti ospitati dal Convitto Nazionale “T. Tasso” di Salerno, in Piazza Abate Conforti. Ma la collaborazione tra l’Associazione Flautisti Italiani (Afi/Falaut) e l’istituto salernitano non si fermerà qui: l’appuntamento è già confermato anche per il 2027, con l’ambizione di trasformarlo in qualcosa di ancora più grande.

A fare il punto sono stati il direttore artistico e fondatore dell’evento, il maestro Salvatore Lombardi, e il rettore del Convitto, Claudio Naddeo, che hanno anticipato i contorni di una partnership destinata a consolidarsi negli anni.

Un “presidio culturale” nel cuore della città

Per Naddeo, ospitare il Falaut Campus rientra in un disegno più ampio: fare del Convitto un punto di riferimento culturale per Salerno. «L’intento che ha guidato la mia dirigenza in questi anni è sempre stato quello di rendere il Convitto un autentico presidio culturale nel cuore del centro storico di Salerno», ha dichiarato il rettore, sottolineando come il Consiglio di Amministrazione abbia accolto l’iniziativa «con la massima celerità». Non solo: al termine dei lavori di ristrutturazione attualmente in corso, la struttura potrà contare su spazi ulteriori da dedicare proprio a questo tipo di attività.

Il Convitto, che accoglie studenti di ogni ordine e grado — dal liceo classico europeo ai sei indirizzi professionali del secondo ciclo — punta oggi molto sulla formazione legata all’intelligenza artificiale. Ma secondo Naddeo la collaborazione con Falaut Campus apre la strada a un secondo obiettivo: costruire, accanto alla consolidata tradizione sportiva della scuola (di cui le Convittiadi nazionali sono l’espressione più nota), anche un percorso stabile di formazione musicale per gli studenti. Un progetto che si affianca a una vocazione internazionale già concreta: dal 7 giugno al 30 luglio il Convitto ha ospitato studenti stranieri dell’Accademia Italiana di Salerno, con cui è attiva una partnership.

L’obiettivo 2027: un mega concerto aperto alla città

La vera novità riguarda però il prossimo anno. Naddeo lascia intendere che, una volta completati i lavori di ristrutturazione, la bellezza della location potrebbe fare da cornice a un evento di portata ben maggiore: un grande concerto capace di richiamare musicisti di altissimo livello da tutto il mondo, pensato per uscire fisicamente dalle mura del Convitto e raggiungere anche chi non può essere presente di persona. «È un’emozione che viviamo già in questi giorni — ha raccontato — sentendo il Convitto risuonare di tanti strumenti ed esecuzioni: una musica che si respira nell’aria e che desideriamo continuare a donare all’intera città».

Il bilancio del maestro Lombardi

Anche il maestro Salvatore Lombardi ha espresso soddisfazione per come si è sviluppato il rapporto con l’istituto salernitano: «Avevamo visto giusto: questa partnership ha portato il Falaut Campus a Salerno e ha consentito un dialogo proficuo tra le nostre realtà». Da una parte, ha spiegato, il Convitto e il suo rettore rappresentano ormai un riferimento culturale e formativo per la città; dall’altra, l’associazione porta avanti da anni ponti internazionali che uniscono Europa, Asia, Africa e America «nel segno della musica come linguaggio universale di bellezza e di pace».

Sei giorni di concerti e circa 200 artisti da tutto il mondo

In questi giorni il pubblico salernitano ha potuto seguire due appuntamenti quotidiani: alle 12 all’Auditorium del Convitto Nazionale e alle 21.15 all’Arco Catalano. Sul palco si sono alternati circa 200 musicisti provenienti da Bosnia ed Erzegovina, Cina, Corea del Sud, Germania, Italia, Macedonia del Nord, Paesi Bassi, Polonia, Taiwan, Turchia e Serbia.

Tra i docenti e i solisti che hanno guidato le masterclass di flauto figurano Aldo Baerten, Janos Balint, Evcil Bulent, Mario Pio Ferrante, Dejan Gavric, Sehyun Kim, Francesco Loi, lo stesso Salvatore Lombardi, Andrea Manco, Salvatore Vella e Hyunim Yoon. Per gli archi hanno insegnato Gennaro Cardaropoli al violino e Raffaella Cardaropoli al violoncello, mentre tra i docenti e solisti ospiti sono intervenuti Philipp Jundt, Iza Stih (vincitrice della categoria B del Concorso Gazzelloni 2025), Sofija Milenkovic (vincitrice della categoria B del Concorso Gariboldi 2026), Alessandra Orlando, Carmine Luigi Amabile e Klarissza Ivancsik, oltre a Jiwon Kwon per la composizione e ai pianisti Amedeo Salvato e Raffaele Maisano.

Il repertorio eseguito ha spaziato da Beethoven a Bach, passando per Tchaikovsky, Rozman, Mozart, Cimarosa, Muczynski, Ravel, Mouquet, Hugues, Hindemith e Piazzolla.


Il Falaut Campus è un progetto dell’Associazione AFI Falaut ETS, realizzato con il patrocinio del Ministero della Cultura, della Regione Campania, del Comune di Salerno e della Provincia di Salerno.

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