Umit torna libera in Kazakistan: la tigre dell’Amur protagonista del grande progetto di ripopolamento

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Rilasciata nella Riserva Naturale di Ile-Balkhash la prima di quattro tigri trasferite dalla Russia. L’obiettivo è riportare in Asia centrale la tigre del Caspio, scomparsa nel XX secolo.

Un salto fuori dalla gabbia e, davanti a lei, la natura selvaggia. È iniziata così la nuova vita di Umit, una femmina di tigre dell’Amur rilasciata nella Riserva Naturale di Ile-Balkhash, in Kazakistan, nell’ambito di un ambizioso progetto di ripopolamento. Umit è la prima delle quattro tigri dell’Amur trasferite dalla Russia a essere liberata in natura. Gli esemplari sono destinati a contribuire a un programma di reintroduzione pensato per riportare nell’Asia centrale una specie di tigre ormai scomparsa: la tigre del Caspio.

Le due popolazioni sono strettamente imparentate e la scelta delle tigri dell’Amur rappresenta proprio la base scientifica del progetto. L’obiettivo è creare, nel lungo periodo, una popolazione capace di vivere e riprodursi nell’area che un tempo era abitata dalla tigre del Caspio.

Un tempo questo grande felino popolava vaste zone dell’Asia centrale. Nel corso del XX secolo, però, la specie è scomparsa a causa della caccia, della progressiva distruzione dell’habitat naturale e della riduzione delle prede disponibili.

Il rilascio di Umit rappresenta quindi un passaggio particolarmente significativo per la conservazione della biodiversità nella regione. Prima di procedere con la liberazione degli altri tre esemplari, gli esperti osserveranno attentamente il comportamento della tigre e raccoglieranno dati sulla sua capacità di adattarsi al nuovo ambiente. Saranno proprio queste informazioni a determinare i tempi delle prossime liberazioni. L’area della Riserva Naturale di Ile-Balkhash è stata individuata come uno degli ambienti più importanti per il progetto, grazie alla presenza di habitat naturali e di potenziali prede.

La tigre del Caspio è ormai estinta, ma il programma kazako punta a ricreare le condizioni necessarie affinché, nel corso degli anni, una popolazione di tigri possa tornare a vivere stabilmente nell’Asia centrale.

Il percorso sarà lungo e complesso e richiederà monitoraggio, tutela dell’habitat e disponibilità di prede sufficienti. Ma il primo passo è stato compiuto: Umit ha lasciato la sua gabbia e ora attraversa nuovamente, libera, le distese selvagge del Kazakistan.

Un’immagine simbolica di un progetto che punta a trasformare una specie scomparsa in una nuova presenza dell’ecosistema dell’Asia centrale.

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