Irene Maiorino torna a Cava de’ Tirreni: “Lila mi ha ricordato chi ero”

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L’attrice, ospite della seconda serata di “Magmatica Culturae Festival”, si racconta tra i ruoli che l’hanno consacrata e i ricordi della sua città natale

Di Paolo De Leo

Cava de’ Tirreni, 3 agosto 2026 — Tramonto sulla “Torretta bianca”, il Vesuvio sullo sfondo e un pubblico numeroso ad accogliere Irene Maiorino, una delle attrici più amate del cinema e della tv italiana. Domenica 2 agosto l’artista napoletana, cresciuta proprio a Cava de’ Tirreni, è tornata nella sua città per il secondo appuntamento di “Magmatica Culturae Festival”, la rassegna letteraria ideata e diretta dalla giornalista Angela Senatore.

Dopo il debutto con la scrittrice Monica Acito, il festival ha proseguito il suo viaggio tra letteratura, cinema e società con un incontro che si preannunciava speciale: quello con un’attrice tornata a casa.

Un dialogo senza filtri

Il colloquio tra Maiorino e Senatore si è aperto su un registro intimo e diretto, spaziando dal mestiere dell’attrice alla sfera più personale. Poi la parola è passata al pubblico, in uno scambio vivace su formazione, autenticità e libertà.

Alla domanda su cosa direbbe alla se stessa ventenne, Maiorino ha risposto con parole cariche di tenerezza:

“Alla Irene di vent’anni darei soltanto la mano… A vent’anni ho fatto semplicemente quello che sentivo di fare, con le forze che avevo. Sentivo di avere una grande energia interiore e, in questo, credo di essere stata fortunata.”

Sulla fortuna, però, l’attrice ha voluto essere precisa: non è mai stata quella delle occasioni facili. “Alcune opportunità che sembrano concrete possono sfumare all’ultimo momento. Fa parte di questo mestiere: sei continuamente dentro un flipper”, ha spiegato. Ben diverso, invece, il ricordo della città che l’ha vista crescere: “Di questa città porto con me un ricordo estremamente positivo. Ho avuto la fortuna di vivere un’infanzia e un’adolescenza molto felici.”

Da Filumena Russo a Lila Cerullo

Il cuore della serata è stato il racconto dei ruoli che hanno segnato la carriera di Maiorino. Su tutti, Filumena Russo, il personaggio de “Il commissario Ricciardi”: una donna la cui bellezza diventa una condanna, fino a spingerla a un gesto estremo.

“A un certo punto lei prende una decisione estrema: sceglie di sfregiarsi. È un gesto durissimo, ma nasce da un bisogno di autodeterminazione. Vuole riprendersi il controllo del proprio corpo. Vuole essere lei a decidere della propria vita”, ha raccontato l’attrice.

Immancabile, poi, il riferimento a Lila Cerullo de “L’amica geniale”, il ruolo che le ha regalato la notorietà internazionale. Un personaggio passionale, libero, anticonvenzionale — proprio come si sente Maiorino:

“Essere anticonvenzionali oggi non significa fare i ribelli per principio, ma avere il coraggio di restare fedeli alla propria autenticità. Lila, per me, è stata questo. Mi ha rimessa in piedi… Lila mi ha costretta a recuperare il centro. Mi ha ricordato chi ero.”

Il ponte con Grazia Deledda

Spazio anche a “Quasi Grazia”, il film in cui Maiorino veste i panni della premio Nobel Grazia Deledda. Attraverso questo ruolo la conversazione si è allargata al tema dell’emancipazione femminile e della rivendicazione del talento: la scelta della scrittrice sarda di lasciare la propria terra per affermarsi nel panorama culturale italiano ricorda, per certi versi, lo stesso percorso di Maiorino — partita giovanissima da Cava de’ Tirreni per inseguire il sogno della recitazione, tra sacrifici e solitudine, prima del successo.

Un messaggio ai giovani

Il confronto finale si è spostato sulle fragilità delle nuove generazioni, cresciute in una società sempre più orientata all’immagine. Il consiglio di Maiorino è stato semplice e diretto: trovare punti di riferimento veri.

“Trovare una persona che sia un punto di riferimento… un porto sicuro che possa comprendere queste fragilità… magari un professore di scuola con cui ci si è trovati bene. Bisogna circondarsi di persone e di attività che ci nutrano. Nel mio caso sono stata molto fortunata a trovare questi punti di riferimento proprio nella mia famiglia.”

E poi l’invito alla curiosità intellettuale come nutrimento: “È fondamentale studiare, nel senso più bello del termine, cioè approfondire e continuare a pungolarsi.”

Il futuro? “Apertura”

Interrogata sul proprio avvenire, Maiorino ha scelto una parola sola per riassumere la fase che sta vivendo: apertura. Dopo anni di obiettivi inseguiti con ostinazione, oggi l’attrice preferisce lasciare spazio all’imprevisto — senza rinunciare alla scrittura, alla fotografia e, chissà, anche al sogno di un allevamento di cavalli.


“Magmatica Culturae Festival” prosegue l’estate cavese con nuovi appuntamenti dedicati a letteratura, cinema e dialogo tra arti, cultura e cinema

Foto di Patrizia Avagliano

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