di Riccardo Pucciarelli
Il bilancio definitivo arriverà soltanto a Giochi conclusi, ma all’Università degli Studi di Salerno c’è già la consapevolezza di aver superato una delle prove organizzative più impegnative della propria storia. Gli European Universities Games 2026, che hanno portato nel campus oltre 4mila atleti e circa mille tra dirigenti, arbitri, commissari e personale EUSA, rappresentano per l’Ateneo un importante banco di prova, superato – secondo il direttore generale Gianluca Basile – grazie all’impegno della macchina amministrativa universitaria.
Nominato direttore generale appena sei mesi fa dal rettore Virgilio D’Antonio, Basile traccia un primo bilancio dell’esperienza, riservando parole di grande apprezzamento ai funzionari dell’Università.
«Non è ancora il momento dei bilanci definitivi – spiega – ma possiamo già dirci soddisfatti per il lavoro svolto dalla nostra struttura. I funzionari dell’Ateneo, pur non avendo mai affrontato l’organizzazione di un evento di questa portata, hanno dimostrato competenza, senso di responsabilità e straordinaria capacità operativa. Hanno svolto un lavoro incredibile e meritano il ringraziamento dell’intera Università».
L’attenzione è ora rivolta alla cerimonia di chiusura degli EUG, in programma sabato sera alle 20.30 in Piazza del Sapere, nel campus di Fisciano. Un appuntamento che sancirà il passaggio del testimone all’Università di Spalato, in Croazia, prossima sede della manifestazione.
«Sarà una festa nello spirito degli EUSA Games – sottolinea Basile –. Forse meno imponente rispetto alla spettacolare inaugurazione di Piazza della Libertà, ma ricca di emozioni e capace di celebrare nel modo migliore una manifestazione che ha coinvolto migliaia di giovani provenienti da tutta Europa».
Per il direttore generale, tuttavia, l’eredità più significativa dei Giochi va ben oltre l’aspetto sportivo. Gli EUG hanno infatti consolidato l’immagine internazionale dell’Università di Salerno come realtà moderna e competitiva.
«Abbiamo dimostrato di essere un’università all’avanguardia, in grado di confrontarsi con i principali atenei europei sotto il profilo organizzativo, scientifico e logistico. Chi ha vissuto il nostro Campus ha potuto constatare direttamente il livello delle strutture e dei servizi. Questo deve renderci orgogliosi».
Un patrimonio che, secondo Basile, produrrà effetti anche sul territorio. Dalla riqualificazione degli impianti sportivi universitari agli investimenti effettuati, passando per il coinvolgimento di numerose aziende salernitane e l’indotto economico generato dall’arrivo di migliaia di studenti, tecnici e accompagnatori. Senza dimenticare il valore promozionale dell’evento.
«L’aspetto più importante – conclude – è probabilmente quello meno misurabile nell’immediato: l’immagine positiva che Salerno e il suo Ateneo hanno saputo trasmettere ai giovani europei. Un capitale di reputazione che resterà nel tempo e che rappresenta una straordinaria opportunità per tutto il territorio».













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