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La rinascita di un padre che ha trasformato l’assenza in amore per gli altri

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Ci sono dolori che non hanno nome, ferite che non appartengono all’ordine naturale delle cose, che infrangono il senso stesso dell’esistenza. Diano Cerbarano conosce quel dolore. Lo conosce dal 19 dicembre 2015, quando una telefonata squarcia il silenzio e divide la sua vita in due parti nette: prima e dopo. “Dino, sono Pierpaolo. Purtroppo Andrea ha avuto un incidente con la moto.” 

Fino a quel momento, la sua era stata una vita piena, serena. Una casa costruita con amore, una moglie presente, capace di essere madre con una dedizione rara. E poi Andrea: un figlio che non era solo motivo d’orgoglio, ma una vera e propria benedizione. Venticinque anni di gioia, di crescita condivisa, di valori profondi che si respiravano in famiglia. Erano, in tre, un equilibrio perfetto nella loro imperfezione. Una quotidianità fatta di traguardi, di cadute e risalite, di sorrisi autentici. Poi, quella notte. Da lì in avanti, il tempo cambia consistenza. Diventa attesa, paura, speranza che si aggrappa a ogni parola. Fino a quando, il 3 gennaio 2016, arriva la notizia che nessun genitore dovrebbe mai ascoltare. Andrea non c’è più.

“La sequenza di ciò che è accaduto dopo quella notizia è stampata nella mia memoria in maniera indelebile”, racconta Dino, con la voce ancora attraversata da quel momento. “Mi manca l’aria. Non riesco a respirare. Vedo mia moglie abbracciare Ciccio, uno degli amici più cari di Andrea, seduto a terra, in lacrime. Intorno a noi solo sguardi increduli, sgomenti. Il mondo si ferma.” Da quel giorno, la vita diventa un territorio sconosciuto. Non è solo dolore, non è solo mancanza. È smarrimento, confusione, un vuoto totale che inghiotte ogni progetto, ogni certezza. Tutto ciò per cui si era lottato crolla come sabbia tra le dita.

Eppure, dentro quel vuoto assoluto, si apre una scelta. “Puoi lasciarti sopraffare, oppure reagire, cercando un modo per sopravvivere, con dignità, all’assenza di chi per te è tutto.” Dino sceglie di restare. Sceglie, soprattutto, di continuare a essere padre. Andrea era un ragazzo forte e sensibile, capace di riconoscere l’amore ricevuto, di restituirlo con gratitudine, di vivere secondo valori profondi: altruismo, bontà, solidarietà. Valori che non si sono spenti con lui, ma che hanno trovato una nuova strada per continuare a esistere. Nasce così l’associazioneA Casa di Andrea – Los Varanos Hermanos”, un luogo accogliente, aperto, pensato per dare spazio alla cultura, all’incontro, alla condivisione. Un punto di riferimento per gli amici di Andrea, per chi lo ha conosciuto e amato, ma anche per le persone più fragili del territorio, un modo concreto per trasformare il dolore in azione. “Abbiamo voluto creare qualcosa che tenesse viva quella rete di affetto e fratellanza che Andrea aveva costruito intorno a sé” – spiega Dino- “un posto dove il suo spirito potesse continuare a vivere.” E così, nella “vita dopo”, il verbo aiutare diventa un mantra. Ogni gesto, ogni iniziativa, ogni sorriso donato agli altri è un filo che ricuce, lentamente, una ferita impossibile da chiudere. 

Andrea continua a esistere nelle onde del mare che accarezzano la sua città, nei volti degli amici che portano avanti i suoi valori, nei progetti che nascono nel suo nome. Vive negli occhi di suo padre, che ha imparato a trasformare l’assenza in una forma nuova, potente, di amore. Due vite in una, quella di Dino Cerbarano: la prima, luminosa e spensierata, la seconda, attraversata dal dolore ma capace, nonostante tutto, di generare luce. Perché ci sono perdite che non si superano, ma si possono, con immenso coraggio, trasformare.

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