
C’è una linea sottile che separa la cronaca dalla vita vissuta. È su quella linea che si muove la storia di Cira Celotto, una storia che nasce a Portici, nel 1982, e cresce a Scampia, tra le sue vele e le sue contraddizioni, dove Cira vive ancora oggi con la famiglia che ha costruito.La sua adolescenza è segnata dalla solitudine e da un’inquietudine profonda.
A 16 anni pesa circa 98 chili ed è il bersaglio quotidiano di prese in giro e bullismo. Lo specchio diventa un nemico, il corpo una gabbia. Dietro la grinta di una ragazza giovane si nasconde un’anima spenta, schiacciata da parole che feriscono e lasciano segni invisibili ma profondi.A tenerla in piedi è l’amore. Quello del fidanzato di allora, oggi suo marito, che diventa un argine contro un mondo ostile fatto di giudizi e battute crudeli. Ma arriva un momento in cui Cira sente di stare per perdere anche quell’equilibrio fragile. È lì che qualcosa cambia. È lì che comincia la sua rinascita. Un percorso duro, senza scorciatoie. Rinunce, sacrifici, scelte radicali. Il cibo spazzatura lascia spazio a un’alimentazione sana, la paura viene affrontata passo dopo passo in una palestra riservata alle donne. Il corpo cambia, ma insieme al corpo cambia lo sguardo su sé stessa. Cira studia, si forma e diventa istruttrice proprio in quella palestra. A Scampia, tra cemento e pregiudizi, il bruco diventa farfalla.In un quartiere spesso raccontato solo attraverso il linguaggio della delinquenza, Cira rinasce e riscrive il senso del suo stare al mondo.
La sua seconda vita non parte solo da un nuovo corpo, ma da un’idea più grande: aiutare altre donne a riconoscersi, ad accettarsi, a cambiare. In pochi mesi diventa un punto di riferimento. Non solo un’istruttrice di fitness, ma un’amica, una confidente. Una presenza che ascolta, accoglie, abbraccia. Nel 2022, dall’incontro con Alberto Guarino, nasce “La donna con le ali” il suo primo libro, un’autobiografia intima e senza filtri. Cira racconta il tempo in cui restava ferma, a osservare la propria vita dall’alto, convinta che l’immobilità fosse una forma di protezione. Fino a capire che le scelte non fatte e le emozioni soffocate pesano più di qualsiasi corpo. “Un giorno smisi di osservare dall’alto e scesi in campo” , scrive. È la dichiarazione di una donna che ha scelto di sporcarsi le mani, di sbagliare, cadere e rialzarsi. Di essere finalmente viva, non solo nei pensieri ma nel corpo, nello sguardo, nel respiro.
Oggi Cira continua a camminare accanto alle “sue” donne. Da questa relazione nasce un nuovo progetto editoriale, “Guardami” un titolo che è un imperativo e una sfida. Un invito ad abbattere pregiudizi, luoghi comuni e maldicenze. Protagoniste sono 600 donne che, come un moderno esercito delle Termopili, combattono contro bullismo, violenze domestiche e cattiva alimentazione. Donne che chiedono di essere amate non per come appaiono, ma per ciò che sono.Scampia, attraverso la storia di Cira Celotto, smette di essere solo periferia e diventa spazio di possibilità. Un luogo dove le ali non sono un’illusione, ma una scelta quotidiana e dove anche i sogni, se guardati negli occhi, possono trovare il coraggio di prendere forma.












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