
Un quadro allarmante emerge dal racconto di una residente di Pastena, che ripercorre quanto accaduto nei giorni scorsi a Villa Carrara: due episodi ravvicinati, con protagonista un folto gruppo di giovanissimi, tra i 12 e i 16 anni, che avrebbe preso di mira alcune persone senza fissa dimora. Una situazione che desta forte preoccupazione e che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza. Il primo episodio risale a domenica, intorno alle 17.30. «Abbiamo sentito urla, schiamazzi e fischi. Ci siamo affacciati e abbiamo visto un branco di almeno quindici ragazzi che scappava dalla villa». La donna racconta di aver avuto l’impressione che, all’interno, fosse accaduto qualcosa, forse ai danni di una delle persone senza fissa dimora che trascorrono abitualmente le giornate lì. A destare particolare preoccupazione sarebbe stato il comportamento dei ragazzi subito dopo. «Dicevano: “Torniamo, ricominciamo”, come se volessero rientrare per ripetere quello che avevano appena fatto». Le urla della donna dal balcone avrebbero momentaneamente disperso il gruppo, ma dalla strada si sarebbero continuati a sentire richiami e fischi. La residente ha quindi contattato i carabinieri per segnalare quanto stava accadendo. La situazione si sarebbe ripresentata ieri sera, intorno alle 19.30. Questa volta la donna ha deciso di scendere per verificare di persona. Una volta entrata nella villa, avrebbe notato numerosi ragazzi e ragazze, tutti adolescenti, molti con il cappuccio della felpa calato sulla testa. Alcuni avrebbero iniziato a chiamare ad alta voce un uomo, gridando: «Mohammed, Mohammed, amico mio, vieni qua», mentre si avvicinavano con le mani nascoste dietro la schiena. «Ho visto distintamente un ragazzo che teneva qualcosa dietro la schiena. Mi sono sembrati limoni. Non mi sembravano pietre, ma apparivano comunque pesanti». La testimone non è riuscita a identificare con certezza gli oggetti, ma ha temuto che potessero essere lanciati contro qualcuno. A quel punto, uno degli uomini presenti nella villa si è girato, chiedendo ai ragazzi che cosa volessero e intimando loro di andare via. Il gruppo si sarebbe quindi reso conto che non si trattava della persona che stavano cercando e si è allontanato. Secondo il racconto della residente, i giovani avrebbero poi iniziato a parlare tra loro della possibilità di cercare quest’uomo nei pressi del viadotto Alfonso Gatto. Avrebbero inoltre commentato che probabilmente quella sera non si sarebbe fatto vedere nella villa.Parole che hanno rafforzato il sospetto che il gruppo stesse cercando deliberatamente una persona precisa che frequenta abitualmente Villa Carrara. La donna ipotizza inoltre che il riferimento a «Mohammed» fosse un modo generico per indicare una persona straniera. «Io vivo qui, queste persone le conosco e le vedo tutti i giorni. Non ho l’impressione che si tratti di una punizione per qualcosa che avrebbero fatto. La sensazione è che questi ragazzi stiano giocando, che si divertano a cercare qualcuno da molestare», afferma la residente. A colpirla sarebbe stata soprattutto la naturalezza con cui i giovani si sarebbero comportati, tra risate, urla e schiamazzi, senza apparire intimoriti dalla sua presenza, come se la donna fosse stata trasparente. «Sembrava quasi una festa per loro. Si comportavano come se fosse tutto normale». Dopo il secondo episodio, la donna ha contattato nuovamente i carabinieri, segnalando la presenza del gruppo e il timore che i ragazzi stessero cercando qualcuno da prendere di mira. Le é stato riferito che sarebbe stata inviata una pattuglia, ma la residente non sa se siano stati realmente effettuati controlli. Ora la donna chiede che venga prestata attenzione alla situazione e che siano svolti gli accertamenti necessari per chiarire quanto accaduto. La preoccupazione è che simili episodi possano ripetersi e che qualcuno possa finire seriamente ferito. «Non so se stasera mi ritroverò di nuovo qui sotto ad assistere a un altro raid. È questo che mi preoccupa». Una testimonianza che solleva interrogativi sulla sicurezza nell’area e sulla possibile presenza di comportamenti intimidatori ai danni di persone particolarmente vulnerabili. La denuncia della residente richiama l’attenzione su una situazione che non può essere sottovalutata: il timore è che quelle che alcuni ragazzi potrebbero considerare semplici bravate si trasformino in episodi di violenza dalle conseguenze ben più gravi. Per questo la residente chiede che si faccia chiarezza e che venga prestata maggiore attenzione a quanto accade nella villa, affinché nessuno debba vivere nella paura di diventare il prossimo bersaglio.










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