La piattaforma di Carraro LAB integra IA, realtà virtuale e modelli 3D per rendere il patrimonio archeologico più accessibile e coinvolgente. Al Museo archeologico nazionale di Paestum in anteprima una mostra dal 29 ottobre al 1° novembre.
L’intelligenza artificiale e la realtà virtuale entrano nei musei e nei siti archeologici per rendere la visita più accessibile, interattiva e personalizzata. Si chiama ArkeologIA la nuova piattaforma sviluppata da Carraro LAB, che sarà presentata in anteprima assoluta alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) di Paestum, di cui l’azienda è sponsor. Dal 29 ottobre al 1° novembre, al Museo archeologico nazionale di Paestum, Carraro LAB organizzerà una mostra dedicata alle sperimentazioni didattiche e ai progetti museali che hanno portato allo sviluppo della piattaforma, disponibile anche presso lo stand aziendale durante la manifestazione.
Rivolta a musei e siti archeologici, ArkeologIA punta a superare alcune delle principali barriere alla fruizione culturale: la frammentarietà degli scavi e dei reperti, la difficoltà di ricostruire i contesti originari e il linguaggio specialistico che spesso rende complessa la comprensione delle testimonianze storiche.
«L’intelligenza artificiale si integra con la realtà virtuale grazie a un nostro brevetto made in Italy, offrendo nuove possibilità di interazione con i visitatori. L’IA permette di personalizzare la visita per diversi target, mentre la virtualizzazione 3D ha un forte impatto visuale ed emozionale», dichiara Roberto Carraro, titolare di Carraro LAB.
Tra le principali funzionalità figura il Glossario 3D dell’Archeologia, che rende comprensibili termini scientifici come periptero, acroterio e timpano attraverso modelli tridimensionali esplorabili. Gli oggetti possono essere manipolati in realtà aumentata, mentre gli ambienti virtuali consentono di esplorare ricostruzioni digitali. Le modalità di fruizione sono pensate per coinvolgere anche bambini, studenti, turisti stranieri e visitatori senza conoscenze specifiche.
«ArkeologIA nasce per rispondere all’esigenza di ampliare il pubblico e favorire il coinvolgimento nelle destinazioni del turismo archeologico. La frammentarietà degli scavi e dei reperti, insieme all’uso di un linguaggio specialistico, rende per molti difficile e poco coinvolgente l’esperienza di visita», spiega Carraro.
La piattaforma integra strumenti di intelligenza artificiale per realizzare audioguide con sintesi vocale, chatbot addestrati per interagire con i visitatori e traduzioni multilingue, favorendo anche la fruizione da parte del pubblico internazionale. È utilizzabile via web, smartphone, visori di realtà virtuale, touch screen e proiezioni immersive. Musei e siti archeologici possono personalizzare i contenuti e crearne di nuovi, combinando testi, immagini, audio, video, modelli 3D e materiali a 360 gradi. Le esperienze digitali possono accompagnare il pubblico prima, durante e dopo la visita, mentre gli strumenti della piattaforma supportano anche la realizzazione di laboratori didattici nei musei e nelle scuole, favorendo il coinvolgimento del territorio.
Con ArkeologIA, Carraro LAB punta a coniugare accessibilità, immersività e partecipazione, utilizzando le nuove tecnologie per avvicinare nuovi pubblici al patrimonio archeologico e rafforzare il dialogo tra istituzioni culturali, comunità scientifica e mondo educativo.
Carraro Lab per l’Archeologia
Carraro Lab ha ottenuto 11 premi internazionali per la cultura digitale e sviluppato progetti innovativi presentati al G7, alla Commissione Europea, all’Unesco, all’Icom. In ambito archeologico l’App “Roma Virtual History” è stata presentata da Steve Jobs, ha raggiunto la top ten delle vendite negli USA e ha vinto il premio Unite a San Francisco. Per il G7 in Puglia Carraro Lab ha realizzato l’AI Influencer Virgilio. Numerosi i laboratori didattici sul turismo archeologico sviluppati per gli ITS Academy di Roma, Cernobbio, Siracusa, Liguria, Puglia. Grazie a collaborazioni con il Ministero della Cultura e diverse regioni, tra cui Campania, Lombardia, Puglia, Umbria, sono nate piattaforme virtuali per il patrimonio culturale, di cui “ArkeologIA” costituisce una nuova sintesi, che valorizza un brevetto di Carraro Lab registrato nel 2026














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