Frutta, verdura, carne e latticini tra i prodotti più colpiti. Segnalazioni nelle province di Salerno, Napoli e Caserta, mentre in alcuni punti vendita arrivano i primi rifornimenti. Resta l’incertezza sui tempi di ritorno alla normalità.
La protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori inizia a produrre effetti concreti anche sugli scaffali dei supermercati. I rallentamenti nelle consegne stanno rendendo più difficile il rifornimento dei punti vendita, soprattutto nel Mezzogiorno, dove si moltiplicano le segnalazioni di banchi vuoti o semivuoti e cresce la preoccupazione tra i consumatori. Tra il 17 e il 18 ottobre, i delegati di Consumerismo No Profit hanno documentato, attraverso fotografie e video, le condizioni di nove punti vendita e mercati in sette regioni italiane. Le criticità riguardano soprattutto i reparti di frutta e verdura fresca, carne, salumi e latticini. In alcuni casi, le difficoltà hanno interessato anche il banco del pesce.
Tra i territori segnalati figurano Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio. La Sicilia risulta particolarmente colpita, con diverse segnalazioni provenienti dalle province di Trapani, Messina, Palermo e Agrigento, dove si sarebbe verificata anche una corsa agli acquisti. Campania, disagi tra Napoli, Salerno e Caserta Anche la Campania deve fare i conti con le conseguenze della mobilitazione. Diverse segnalazioni riguardano supermercati di Napoli, dove in alcuni quartieri i reparti ortofrutticoli risultano completamente sguarniti. Scaffali con disponibilità ridotte vengono segnalati anche nelle province di Caserta e Salerno. In alcune strutture campane si registra, tuttavia, l’arrivo di tir con parte dei prodotti precedentemente mancanti. Un segnale che potrebbe indicare una graduale ripresa dei rifornimenti, anche se la situazione resta ancora incerta e non consente di prevedere quando tutti i reparti torneranno a essere regolarmente forniti.
Le difficoltà non si limitano alla Campania. In Puglia, i presidi stanno rallentando le consegne in diverse aree, mentre segnalazioni di scaffali vuoti arrivano anche dal Molise e dal Lazio. Secondo quanto riportato da Consumerismo No Profit, gli effetti della protesta potrebbero iniziare a ripercuotersi anche sui prezzi in altre aree del Paese. L’attenzione è ora rivolta all’evoluzione della protesta e al confronto istituzionale previsto a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L’incontro potrebbe contribuire a individuare una soluzione, ma al momento non vi sono certezze su una rapida conclusione della mobilitazione. Nel frattempo, la riduzione delle scorte e le difficoltà logistiche alimentano i timori dei consumatori, soprattutto per i prodotti freschi, più esposti ai ritardi nella distribuzione.
La situazione rimane in evoluzione: i primi arrivi di merce registrati in alcuni punti vendita rappresentano un segnale incoraggiante, ma per parlare di un ritorno alla normalità sarà necessario attendere il ripristino regolare delle consegne.












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