Onorato sfida De Luca: «È alla fine dell’impero». Progetto Civico Italia punta a conquistare il centrosinistra

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Uno scontro politico che riaccende il dibattito sul futuro del centrosinistra e sul ruolo delle forze civiche. Negli ultimi giorni, il confronto a distanza tra il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, e Alessandro Onorato, fondatore di Progetto Civico Italia, nonché assessore al Turismo e Grandi Eventi di Roma, si è trasformato in un acceso botta e risposta, tra accuse, critiche e visioni contrapposte. Onorato rivendica l’autonomia del movimento dai partiti tradizionali e punta a costruire una forza riformista e popolare, radicata nei territori e capace di allargare il perimetro del centrosinistra in vista delle prossime elezioni politiche. Dalla sicurezza all’immigrazione, dal lavoro alla formazione, fino alle prospettive del movimento in Campania, Alessandro Onorato in questa intervista traccia la propria strategia e risponde duramente agli attacchi di De Luca, mettendo in discussione anche l’operato dell’attuale amministrazione salernitana

Assessore Onorato, qual è l’identità di Progetto Civico Italia e qual è la vostra peculiarità rispetto ai partiti tradizionali del centrosinistra?

“Vogliamo portare la cultura del fare in politica. La nostra è un’esperienza nuova, che nasce dal basso, con nuove energie, volti e sensibilità per arricchire il centrosinistra, a cui manca un pezzo per vincere le elezioni: noi stiamo occupando quello spazio e siamo presenti in oltre 1000 comuni, da Bolzano a Caltanissetta. Siamo una forza civica, riformista e popolare formata da una nuova classe dirigente, quella degli amministratori: persone concrete, credibili, capaci, scelte con le preferenze vere, persone che non hanno perso il contatto con i territori”.

Quale ruolo ambisce a svolgere Progetto Civico Italia nello scenario politico nazionale?

“L’attuale composizione del centrosinistra non basta per vincere le elezioni. Sono convinto che occorra allargare alla società, alle energie civiche, a un popolo democratico non organizzato a sinistra che ci consente però di vincere nell’80% dei comuni italiani. C’è bisogno di questo per convincere i milioni di italiani che si astengono: questo è il lavoro che stiamo facendo. Siamo già in tutta Italia con sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali. Abbiamo 20 centri studio che, grazie al lavoro di 800 professionisti, hanno elaborato un piano industriale per risollevare il Paese. Proposte che presenteremo dal 23 al 25 ottobre agli Stati Generali di Progetto Civico a Roma: per ogni proposta diremo i costi, le coperture economiche e i tempi di realizzazione”.

In vista delle prossime elezioni politiche, puntate a un’alleanza nel centrosinistra o volete correre autonomamente?

“Siamo nel centrosinistra, abbiamo fatto una scelta di campo chiara. Ma siamo una realtà nuova, autonoma, distinta dagli altri partiti. Raccoglieremo le firme necessarie e ci presenteremo alle elezioni politiche con il nostro simbolo. E un nostro rappresentante parteciperà alle primarie di coalizione”.

Quali sono i vostri temi principali?

“Vogliamo recuperare una serie di temi che il centrosinistra ha colpevolmente lasciato alla destra. A partire dalla sicurezza e dall’immigrazione, che può essere solo affrontata insieme all’Europa e non con i deliri sovranisti e nazionalisti. Non possiamo dare la sensazione che chiunque possa fare quello che vuole, è inaccettabile. Alla solidarietà si deve accompagnare il rispetto assoluto delle regole. E poi vogliamo parlare di casa, giovani, di partite iva, piccole e medie imprese, meritocrazia e soprattutto formazione, dalla scuola all’università fino allo sport: abbiamo un pacchetto di proposte serie, coraggiose perché servono riforme strutturali”.

Come si sta sviluppando il movimento in Campania e quali sono i vostri obiettivi sul territorio?

“Non ci poniamo limiti. Saremo presenti a tutte le tornate elettorali con i nostri candidati. In questa regione la nostra rete si sta sviluppando in maniera impressionante: abbiamo oltre 1500 iscritti e centinaia di amministratori. Abbiamo presentato in estate la segreteria regionale e giovedì eravamo, con oltre 400 persone, a Giugliano in Campania per annunciare i coordinatori di Napoli e provincia, Linda Maisto e Francesco Mastrantuono, e soprattutto l’adesione di Giovanni Porcelli, consigliere regionale di ‘A Testa Alta’”.

De Luca vi ha attaccato dalla Leopolda e pochi giorni dopo sono comparsi i vostri banner a Salerno. È una coincidenza o una provocazione?

“Non è né una coincidenza né una provocazione, ma la dimostrazione di quanto Progetto Civico Italia sia radicato su tutto il territorio del nostro Paese e in particolar modo in Campania”.

Cosa rispondete agli attacchi del sindaco di Salerno nei confronti di Progetto Civico Italia?

“Capisco le difficoltà di Vincenzo De Luca, perché è alla fine dell’impero. Per oltre 40 anni ha comandato in Regione, e in particolar modo nella provincia di Salerno, utilizzando il civismo per occupare gli spazi di potere e per eleggere il figlio in Parlamento. Quando ha smesso di essere presidente della Campania, ha obbligato il sindaco di Salerno a dimettersi perché voleva lui quell’incarico: questo è il vero paraculismo politico. Noi siamo amministratori e persone della società civile che vogliono portare una grande ventata di novità e di freschezza nel campo del centrosinistra. Portare a livello nazionale la cultura del fare tipica degli amministratori”.

Alla luce degli ultimi attacchi, come sono oggi i vostri rapporti con Vincenzo De Luca? Ci sono ancora possibilità di dialogo?

“Ma dialogo per cosa? Tra l’altro io credo che l’amministrazione De Luca a Salerno stia facendo molto male. Non è più quella del passato, che oggettivamente segnò anche una grande discontinuità, un impulso per una città stupenda che oggi invece è in grande difficoltà. La verità è che Vincenzo De Luca insulta qualunque leader del centrosinistra perché è abituato attraverso aggressività e insulti a ottenere in cambio degli spazi politici. Per quanto ci riguarda i suoi insulti li guardiamo con il giusto distacco: non rispondiamo, puntualizziamo soltanto quando mistifica la realtà. Abbiamo perso fin troppo tempo dietro a queste offese. Da De Luca, invece, mi aspetto che parli di cosa intenda fare per trattenere a Salerno i giovani che nascono, crescono, studiano e molto spesso scappano via. Ragazze e ragazzi che purtroppo sono costretti a emigrare, in altre zone d’Italia e all’estero”.

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