Corse saltate, collegamenti insufficienti e periferie penalizzate: la crisi del trasporto pubblico locale investe la città e la provincia. Nel mirino anche l’hub Busitalia di via Vinciprova. L’ex sindaco di Baronissi Gianfranco Valiante: «Serve una svolta concreta, basta disservizi»
Il trasporto pubblico a Salerno e in provincia continua a rappresentare una delle questioni più delicate per la qualità della vita dei cittadini. Ritardi, corse saltate, frequenze insufficienti e collegamenti che non sempre rispondono alle esigenze di studenti, lavoratori e famiglie delineano un quadro di difficoltà che si ripresenta puntualmente, soprattutto con la riapertura delle scuole. Per migliaia di persone, raggiungere ogni giorno il posto di lavoro, un istituto scolastico o un ufficio può trasformarsi in una corsa a ostacoli, tra attese alle fermate e orari difficili da rispettare. Un servizio che dovrebbe garantire il diritto alla mobilità rischia così di diventare, invece, una fonte costante di disagi.
A rendere ancora più complesso lo scenario salernitano è la questione della viabilità cittadina, sulla quale pesa anche la discussa collocazione dell’hub di Busitalia in via Vinciprova. Una scelta che alimenta interrogativi per le conseguenze sulla circolazione stradale e sulla gestione dei flussi di autobus in un’area particolarmente delicata della città, dove tra l’altro esiste una rotatoria che…”non ruota”. Le criticità segnalate riguardano il traffico ricorrente, le difficoltà negli spostamenti e le ripercussioni sulla mobilità del centro urbano. Il nodo, dunque, non è soltanto dove collocare un punto di partenza e di arrivo degli autobus, ma come organizzare un sistema capace di coniugare efficienza del servizio, accessibilità e sostenibilità della circolazione.
Il confronto con la precedente collocazione in via Ligea appare inevitabile. Secondo le critiche rivolte all’attuale assetto, la precedente organizzazione avrebbe consentito una gestione più funzionale dei collegamenti. È una questione che merita una valutazione concreta, perché un hub dovrebbe agevolare gli spostamenti, non diventare un ulteriore fattore di congestione.
Ma la crisi non si esaurisce nel perimetro urbano di Salerno. Coinvolge anche i collegamenti con i comuni della provincia, dove le difficoltà di frequenza e puntualità possono incidere pesantemente sulla vita quotidiana di chi non dispone di un’automobile o non può permettersi alternative. A richiamare l’attenzione su questa situazione è Gianfranco Valiante, ex sindaco di Baronissi, che attraverso un intervento pubblico denuncia le criticità del trasporto pubblico locale e chiede una svolta nella programmazione e nell’organizzazione del servizio.
«La crisi del trasporto pubblico a Salerno e provincia: ogni giorno disservizi e proteste», scrive Valiante, sottolineando come a pagare il prezzo di un sistema sempre più inadeguato siano soprattutto «studenti, lavoratori e residenti delle periferie». Una situazione che, secondo l’ex primo cittadino, si aggrava puntualmente in autunno, con la ripresa delle attività scolastiche. «Muoversi in autobus si è trasformato in un’emergenza quotidiana», osserva, richiamando l’attenzione su ritardi, corse saltate e frequenze insufficienti che mettono a dura prova la pazienza di pendolari e famiglie. «Arrivare in ritardo a scuola o al lavoro è ormai diventata la norma», è la denuncia contenuta nel suo post.
Il giudizio di Valiante è netto anche sul livello complessivo del servizio: «Dobbiamo prenderne atto con rammarico: il nostro trasporto pubblico è distante anni luce dagli standard europei, ma anche dai modelli di tante altre città italiane a noi vicine». Una presa di posizione che riporta al centro una domanda fondamentale: quali interventi sono necessari per restituire ai cittadini un servizio affidabile, capillare e realmente funzionale?
Le proposte avanzate dall’ex sindaco individuano quattro priorità. La prima riguarda il superamento dell’isolamento delle periferie: «Non possono esistere cittadini di “serie A” e di “serie B”», scrive Valiante, chiedendo collegamenti frequenti e puntuali anche per i quartieri collinari e le aree periferiche. La seconda è la necessità di aumentare le corse e garantire orari certi, attraverso una riorganizzazione delle linee urbane ed extraurbane che tuteli il diritto allo studio e al lavoro.
Altrettanto centrale è il rinnovo della flotta. Per Valiante occorrono autobus moderni, ecologici e confortevoli, in grado di rendere la mobilità più sostenibile e di migliorare l’esperienza quotidiana dei passeggeri. Infine, l’attenzione si sposta sulle condizioni del personale: «La qualità del servizio passa necessariamente dal rispetto e da adeguate condizioni di lavoro per gli autisti e il personale di bordo». Un richiamo che evidenzia come l’efficienza del trasporto pubblico dipenda anche dall’organizzazione del lavoro e dalle risorse messe a disposizione di chi garantisce quotidianamente il servizio.
La crescente sfiducia degli utenti, avverte ancora Valiante, rischia di trasformarsi in rassegnazione se non verrà restituita certezza agli spostamenti quotidiani. Da qui l’appello a una «forte sinergia tra le Istituzioni», accompagnata da una programmazione seria e da investimenti mirati, capaci di produrre benefici concreti per il territorio. «Vogliamo avvicinarci a modelli di mobilità virtuosi. Basta volerlo!», conclude.
I cittadini non chiedono promesse, ma autobus puntuali, collegamenti adeguati e soluzioni verificabili. Perché lasciare l’auto a casa può diventare una scelta sostenibile soltanto quando esiste un’alternativa pubblica davvero affidabile, oltre un’organizzazione di parcheggi che a Salerno ad oggi, dopo decine di anni, risulta inesistente.











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