Incontro di oggi tra il Sindaco De Luca e Infratech. Implicazioni legali della possibile rescissione, rischi per i cittadini e proposta di legge regionale
l Comitato per la difesa e valorizzazione del demanio marittimo e del turismo costiero della città di Salerno segue con attenzione l’incontro tenutosi oggi tra il Sindaco Vincenzo De Luca e i rappresentanti del Consorzio Infratech sulla rimozione del materiale non conforme e sul rispetto del Capitolato.
I fatti sono noti: le analisi tecniche hanno accertato la non conformità strutturale della sabbia utilizzata; la spiaggia è rimasta interdetta per mesi; a luglio è scattata un’ordinanza di chiusura per contaminazione microbiologica; il costo stimato solo per la rimozione e lo smaltimento supera il milione di euro. Il Sindaco ha più volte dichiarato che l’alternativa è netta: rimozione integrale e sostituzione conforme, oppure rescissione del contratto.
Cosa comporta la rescissione
Ai sensi dell’art. 122 del D.Lgs. 36/2023 (CD. Codice degli Appalti), in caso di grave inadempimento il Comune può dichiarare unilateralmente risolto il contratto. L’impresa ha diritto solo al pagamento delle prestazioni regolarmente eseguite. Il Comune può incamerare la garanzia fideiussoria, affidare i lavori a terzi (esecuzione in danno) e chiedere il risarcimento dei danni.
Tuttavia la risoluzione non è priva di conseguenze: allunga i tempi di ripristino della spiaggia, apre la strada a un contenzioso lungo e costoso e può comportare l’annotazione dell’impresa nel casellario ANAC.
Se il Comune procederà alla rescissione e l’impresa impugnasse il provvedimento, si aprirebbe un contenzioso. In caso di soccombenza del Comune, i cittadini di Salerno potrebbero trovarsi a pagare il risarcimento dei danni all’impresa, i costi processuali e i costi già sostenuti per la rimozione, senza possibilità di recuperarli integralmente, oltre a un ulteriore prolungato blocco della spiaggia.
Nelle more il Comitato sta predisponendo un documento programmatico per suggerire il percorso di una legge regionale ad hoc che regoli in modo chiaro, trasparente e vincolante le procedure di ripascimento degli arenili.
Il modello di riferimento è la recente disciplina della Regione Toscana (Masterplan della costa 2026 e atti connessi sui valori di riferimento dei sedimenti e sulle modalità di intervento), che ha introdotto criteri più precisi sulla qualità dei materiali, sul monitoraggio e sulla programmazione di lungo periodo, superando la logica degli interventi emergenziali e delle contestazioni a posteriori.
Una legge regionale campana sullo stesso modello potrebbe prevenire in futuro situazioni come quella di “Universo Beach”, tutelando al tempo stesso l’ambiente, la salute pubblica e le casse degli enti locali.
Il Comitato chiede che l’esito dell’incontro di oggi sia reso pubblico in modo chiaro e tempestivo. I cittadini hanno diritto di sapere non solo se la sabbia verrà rimossa, ma anche quali rischi economici e temporali l’amministrazione sta assumendo e quali strumenti normativi intende promuovere per evitare il ripetersi di questi pasticci.
Il Comitato continuerà a monitorare la vicenda e a lavorare sul documento programmatico.












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