di Riccardo Pucciarelli
A pochi giorni dal ritorno tra i banchi, nel Salernitano si accende il dibattito sulle condizioni climatiche nelle aule. Temperature ancora elevate, umidità e istituti scolastici privi di adeguati sistemi di climatizzazione hanno spinto una docente di Agropoli a chiedere il posticipo dell’apertura delle scuole, mettendo al centro della mobilitazione la tutela della salute di studenti, insegnanti e personale scolastico.
A promuovere l’iniziativa è la professoressa Maria Cuono, docente dell’I.I.S. “Vico-De Vivo” di Agropoli, che ha presentato un’istanza urgente ai vertici istituzionali nazionali e locali, trasmettendo anche alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una petizione popolare per chiedere di differire l’avvio delle lezioni fino al ripristino di condizioni climatiche considerate idonee.
La mobilitazione è accompagnata da una raccolta firme sulla piattaforma Change.org, che, secondo quanto riferito dalla docente, starebbe raccogliendo rapidamente adesioni tra famiglie e personale scolastico.
Il problema sollevato non riguarda soltanto il disagio provocato dal caldo. Secondo la promotrice dell’iniziativa, l’assenza di adeguati impianti di climatizzazione in alcune strutture scolastiche potrebbe determinare condizioni ambientali non compatibili con il normale svolgimento delle attività didattiche.
La questione viene posta anche sotto il profilo della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro, con il richiamo al D.Lgs. 81/08.
«Il persistere di questo caldo mette a repentaglio il benessere psicofisico di tutta la comunità scolastica», sostiene la professoressa Cuono, chiedendo un intervento tempestivo delle autorità e, in particolare, del sindaco di Agropoli, affinché vengano valutate eventuali misure di competenza qualora le condizioni termoigrometriche degli edifici dovessero risultare incompatibili con la presenza prolungata di studenti e lavoratori.
Il tema è destinato a far discutere. Da una parte c’è la necessità di garantire il regolare avvio dell’anno scolastico; dall’altra, soprattutto in presenza di temperature eccezionalmente elevate, si pone il problema delle condizioni concrete nelle quali migliaia di ragazzi e operatori scolastici dovranno trascorrere diverse ore ogni giorno.
Una questione che assume particolare rilevanza in un territorio dove non tutti gli edifici scolastici dispongono delle medesime dotazioni e dove il caldo di fine estate potrebbe rendere particolarmente pesanti le prime settimane di lezione.
La richiesta della docente di Agropoli apre dunque un interrogativo che va oltre il singolo istituto: è possibile garantire il diritto allo studio senza mettere in secondo piano il diritto alla salute e alla sicurezza di chi ogni giorno vive la scuola?
La parola passa ora alle istituzioni. Ma la petizione avviata nel Salernitano dimostra che, sul tema del caldo nelle aule, famiglie e personale scolastico chiedono risposte prima del suono della prima campanella.













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