Edizioni del Coccodrillo pubblica un libro che conquista immediatamente il lettore. L’autore, Enrico de Po Mongelli, riesce ad accendere la suspense fin dalle primissime righe.
Di Paolo De Leo
La cornice narrativa
Una baita avvolta dalla neve alla vigilia di Natale. Un padrone di casa misterioso e accogliente. Dieci ospiti inattesi, giunti da non si sa dove. Tutti costretti dalle circostanze a una convivenza forzata: la baita diventa una sorta di nave nella tempesta, calda e con la cambusa ben fornita.
Per dare un senso all’insolita situazione, e per attendere tempi migliori, ciascuno dei protagonisti racconta una storia terribile. Dieci storie che colpiscono allo stomaco, che fanno digrignare i denti, che attraversano epoche, luoghi, personaggi. Al mattino, quando gli ospiti saranno scomparsi nel nulla come dal nulla erano apparsi, il padrone di casa ritroverà dieci rotoli: sono questi a svelarsi mano a mano che il lettore si addentra nelle 270 pagine del libro.
I riferimenti letterari
Il riferimento più evidente è al Decameron di Boccaccio, ma pesa anche l’eco delle Mille e una notte: finché ci sono storie, e finché c’è chi è disposto a raccontarle e ad ascoltarle, non tutto è perduto. C’è sempre una speranza che emerge come luce fioca dagli abissi più oscuri e devastanti dell’anima e dei comportamenti umani.
Tecnica narrativa e ambientazioni
Le dieci storie sono costruite con eccellente tecnica narrativa. La trama di ogni rotolo si svolge a ritmo serrato, con la singolare abilità dell’autore di rendere i luoghi stessi protagonisti dell’evoluzione interiore dei personaggi: dalle brumose scogliere inglesi alla fervente Milano dell’insurrezione anti-asburgica, dalla gelida Leningrado all’esotico Giappone sospeso tra passato e futuro.
Le dieci trame si compiono rotolo per rotolo, ma sono attraversate da un filo conduttore comune: una tensione etica fortissima. La narrazione è seriale, la scrittura a tratti persino cinematografica.
Gli oggetti che smascherano
E poi ci sono gli oggetti: usuali, quotidiani, normalissimi, che diventano il tormento ricorrente di ogni singola storia. Un campanello, uno specchio, una porta. Oggetti persino banali che mettono a nudo i personaggi, ne scarnificano l’anima, abbattono la corazza d’ipocrisia, sgretolano riga dopo riga il “successo” costruito sul tradimento, la viltà, la prevaricazione, la maldicenza — arma devastante nelle epoche storiche attraversate dai racconti, e ancora più terribile oggi, nella società digitale liquida.
Cronaca, leggenda o mito?
“Realmente accadute (forse)”: lo dichiara lo stesso autore nel titolo. De Po Mongelli vuole tenere il lettore sospeso tra cronaca, leggenda e mito. D’altronde, quanto siamo sicuri che tutto ciò che avviene nella nostra “contemporaneità liquida” sia un fatto reale, e non piuttosto una rappresentazione virtuale di ciò che vogliamo o possiamo elaborare?
Di certo l’autore mette a nudo i personaggi, li costringe a confrontarsi con le proprie abiezioni. È una lotta impari: si può ingannare chi ci circonda, e il mondo intero, anche per un tempo lunghissimo — ma non si può ingannare se stessi per tutta la vita.
A chi si rivolge
Le storie di Enrico de Po Mongelli sono pensate per un pubblico giovane, ma sono adatte a qualsiasi lettore. I dieci rotoli sono un viatico sia per chi, inesperto e pieno di coraggio, affronta i primi tornanti della vita, sia per chi di questa vita — e delle storie narrate — abbia già fatto esperienza, o se ne avvii al crepuscolo.
Si può ben dire che questo libro rappresenti una sorta di seduta di autocoscienza personale e collettiva: chiunque potrà ritrovarsi nelle situazioni descritte, nel ruolo di vittima, carnefice o complice.
Dove trovarlo
Il libro è in vendita su Amazon, Feltrinelli, Google Books ed Emozioni Media Store, anche in formato Kindle/eBook.













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