Nuovo Ruggi, i costi continuanoa salire per gli scavi archeologici

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Il nuovo ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno continua a fare i conti con un cantiere che si rivela sempre più complesso e costoso. L’ultimo decreto della Regione Campania approva infatti la seconda perizia suppletiva e di variante relativa agli scavi archeologici, autorizzando un ulteriore incremento di 70.824 euro che porta il valore complessivo dell’appalto a quasi 1,2 milioni di euro.
Il dato che colpisce maggiormente, però, è un altro. Sommando la prima e la seconda variante, il contratto registra un incremento complessivo del 52,68% rispetto all’importo originario. Una crescita significativa che, pur ritenuta legittima dagli uffici regionali perché ciascuna variante, presa singolarmente, resta entro il limite previsto dall’articolo 106 del Codice degli Appalti, fotografa un’opera il cui costo è lievitato ben oltre le previsioni iniziali.
Secondo la Regione, l’aumento è riconducibile alle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza Archeologia, che ha imposto approfondimenti degli scavi fino a tre metri di profondità per verificare l’assenza di ulteriori reperti. Indicazioni sopravvenute che hanno comportato un incremento delle lavorazioni, dei tempi e dei costi, rendendo necessaria una nuova revisione economica dell’appalto.
Nel decreto emerge anche un altro elemento destinato a far discutere. Già a marzo 2026 la Direzione dei lavori aveva segnalato che le ulteriori prescrizioni della Soprintendenza avrebbero determinato un incremento stimato addirittura del 68% rispetto all’importo originario, tanto da proporre lo stralcio della cosiddetta “trincea 40” per contenere la spesa. Una scelta poi formalizzata con il nuovo provvedimento.
L’atto aggiuntivo contiene inoltre una clausola significativa: l’impresa appaltatrice, il RESEARCH Consorzio Stabile Scarl, accetta integralmente la nuova variante e rinuncia definitivamente alle sedici riserve già iscritte negli stati di avanzamento dei lavori. Un passaggio che evita l’apertura di un possibile contenzioso ma che conferma come il rapporto contrattuale abbia attraversato una fase particolarmente complessa.
La Regione precisa che il termine di ultimazione dei lavori archeologici resta fissato al 20 agosto 2026 e che restano escluse dalla variante le eventuali ulteriori lavorazioni che potrebbero derivare dalle prescrizioni impartite dalla Soprintendenza dopo il sopralluogo dell’8 luglio scorso. In altre parole, non è escluso che possano emergere nuovi interventi e nuovi costi qualora l’autorità archeologica dovesse imporre ulteriori approfondimenti.
Il decreto certifica dunque una situazione ormai evidente: prima ancora della posa della prima pietra del nuovo ospedale, la fase preliminare degli scavi continua a produrre varianti, incrementi economici e modifiche progettuali. Circostanze che l’amministrazione regionale considera imprevedibili e non imputabili né alla stazione appaltante né all’impresa esecutrice, ma che inevitabilmente alimentano interrogativi sulla capacità di programmare tempi e risorse di un’opera strategica per la sanità salernitana.

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