di Riccardo Pucciarelli
Il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera allo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata, accogliendo la proposta avanzata dal Ministero dell’Interno al termine dell’iter istruttorio avviato nei mesi scorsi. Per la città stabiese si apre così una nuova fase di gestione commissariale, la seconda consecutiva dopo quella disposta nel 2022, con un provvedimento destinato a incidere profondamente sulla vita amministrativa dell’ente.
La decisione arriva al termine dell’attività svolta dalla Commissione d’accesso nominata dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, su delega del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Per circa tre mesi gli ispettori ministeriali hanno esaminato atti, procedure amministrative e l’attività degli uffici comunali, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di condizionamenti riconducibili alla criminalità organizzata nell’azione dell’amministrazione cittadina.
Il provvedimento colpisce l’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza, eletto alla guida di una coalizione di centrosinistra. Per conoscere nel dettaglio le ragioni che hanno portato il Governo a deliberare lo scioglimento sarà necessario attendere la pubblicazione della relazione ministeriale che accompagnerà il decreto del Presidente della Repubblica, documento nel quale saranno illustrate le criticità emerse durante gli accertamenti ispettivi.
Nel corso dell’attività della Commissione d’accesso sono stati analizzati numerosi settori dell’azione amministrativa. Oltre alle verifiche sulla recente tornata elettorale, l’attenzione degli ispettori si è concentrata su alcuni affidamenti disposti dagli uffici comunali, sulla gestione del servizio di raccolta dei rifiuti, sulle procedure autorizzative di alcune iniziative pubbliche e su ulteriori aspetti riguardanti l’organizzazione interna dell’ente, comprese le nomine del personale, il contrasto all’abusivismo edilizio e l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità. Parallelamente, le indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli avevano già coinvolto alcuni esponenti della maggioranza consiliare, portando alle dimissioni di due consiglieri comunali finiti al centro di inchieste della magistratura.
La vicenda assume un significato ancora più rilevante perché rappresenta il secondo scioglimento consecutivo del Comune di Castellammare di Stabia. Il precedente risale al febbraio 2022, quando il Governo dispose il commissariamento dell’amministrazione allora guidata da Gaetano Cimmino per presunti condizionamenti della criminalità organizzata. Quel provvedimento fu successivamente oggetto di un lungo contenzioso amministrativo che portò il Consiglio di Stato a ridimensionarne alcuni presupposti, pur senza modificare gli effetti ormai prodotti.
Con la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri, il Comune sarà ora affidato a una commissione straordinaria nominata dalla Prefettura, che eserciterà le funzioni di sindaco, giunta e consiglio comunale fino alla conclusione del periodo di commissariamento previsto dalla normativa. L’attività amministrativa proseguirà sotto la guida dei commissari, chiamati a garantire la continuità dei servizi e a riportare l’ente in condizioni tali da consentire il ritorno alle urne.
Per Castellammare di Stabia si apre dunque una nuova stagione di amministrazione straordinaria, mentre il mondo politico e istituzionale attende di conoscere le motivazioni ufficiali contenute nella relazione del Viminale, documento che chiarirà gli elementi ritenuti sufficienti dal Governo per ritenere compromessa la libera attività dell’ente locale.













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