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Famiglia di origini salernitane dispersa sotto le macerie in Venezuela: l’incubo che riporta Laviano al terremoto del 1980

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di Riccardo Pucciarelli

L’angoscia per il devastante terremoto che nei giorni scorsi ha colpito il Venezuela arriva fino a Laviano, nel cuore dell’Alta Valle del Sele, dove un’intera comunità è con il fiato sospeso per la sorte di una famiglia di emigrati originaria del paese salernitano. Tra i dispersi del crollo dell’edificio Petunia, nel quartiere di Los Palos Grandes, a Caracas, figurano infatti Enzo Cuomo, 63 anni, la moglie Trini Adrian, 53 anni, e la figlia Isabella, 22 anni, sorpresi dalle violente scosse mentre si trovavano nella loro abitazione.

Il sisma, caratterizzato da due violentissime scosse di magnitudo superiore a 7 che hanno devastato ampie aree del Paese sudamericano, ha provocato il crollo di decine di edifici, lasciando migliaia di persone sotto le macerie. Le operazioni di soccorso proseguono senza sosta, mentre il bilancio delle vittime e dei dispersi continua purtroppo ad aggravarsi con il passare delle ore.

Per Laviano la vicenda assume un significato ancora più doloroso. La storia della famiglia Cuomo è infatti segnata da una tragica coincidenza che sembra riproporre, a distanza di quasi mezzo secolo, lo stesso dramma. I nonni materni di Enzo, Filomena Piserchia e Gerardo Nicola Cicoria, persero infatti la vita nel devastante terremoto dell’Irpinia del 23 novembre 1980, rimanendo sepolti sotto le macerie della loro abitazione proprio a Laviano, uno dei centri simbolo di quella catastrofe che causò centinaia di vittime nel comune salernitano e quasi tremila in tutta l’Irpinia.

A seguire con apprensione l’evolversi della situazione è il fratello di Enzo, residente a Milano, che ha lanciato un appello affinché le ricerche proseguano con il massimo impegno nella speranza di ritrovare vivi i propri familiari. L’unico componente della famiglia non coinvolto nel crollo è il figlio Carlo Francesco Cuomo, rientrato in Italia circa cinque anni fa per sottoporsi a un trapianto di midollo osseo e attualmente seguito all’ospedale San Raffaele di Milano.

Nella comunità lavianese la notizia ha suscitato profonda commozione. Sono numerosi i parenti che vivono ancora nel paese, mentre l’associazione “Laviano nel Cuore – Storia, Emigranti e Vigilanza Civica” ha affidato ai social un messaggio di vicinanza, invitando cittadini ed emigrati a unirsi in un momento di preghiera e speranza affinché Enzo, Trini e Isabella possano essere estratti vivi dalle macerie.

Una tragedia che unisce idealmente due continenti e due terremoti, quello dell’Irpinia del 1980 e quello che oggi sta devastando il Venezuela, riportando alla memoria una ferita mai completamente rimarginata per una comunità che, ancora una volta, si ritrova a sperare in un miracolo.

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