di Riccardo Pucciarelli
Approda in Parlamento la vicenda del licenziamento di Francesco “Ciccio” Collina, lavoratore portuale della società Logiport e delegato sindacale del Si Cobas, da settimane al centro di una crescente mobilitazione sindacale nel porto di Salerno.
A intervenire è stato il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Franco Mari, che ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta rivolta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, chiedendo l’attivazione di verifiche ispettive sulla vicenda e sulle condizioni di sicurezza all’interno dello scalo salernitano.
«Il licenziamento del lavoratore portuale Francesco Collina deve essere ritirato», ha dichiarato il parlamentare. «In un contesto lavorativo dove negli ultimi periodi si sono verificati mediamente tre infortuni al mese, questo provvedimento ha tutto il sapore di una ritorsione nei confronti di chi ha denunciato criticità legate alla sicurezza dei lavoratori».
Secondo quanto riportato nell’atto parlamentare, il provvedimento di licenziamento sarebbe stato notificato il 26 maggio scorso al rappresentante sindacale aziendale della Logiport, società attiva nella movimentazione delle merci e riconducibile al gruppo Grimaldi Group.
Nell’interrogazione, Mari ricostruisce un quadro caratterizzato da «forti tensioni» all’interno del porto di Salerno, con particolare riferimento ai temi della sicurezza sul lavoro, del rispetto dei diritti dei lavoratori e della libertà di esercizio dell’attività sindacale. Il deputato richiama inoltre le denunce formulate dal Si Cobas, secondo cui il licenziamento sarebbe maturato dopo una serie di attriti e presunte pressioni subite dal lavoratore a causa della sua attività sindacale.
Collina, dal canto suo, ha sempre respinto le contestazioni mosse dall’azienda, sostenendo di aver svolto esclusivamente il proprio ruolo di rappresentante dei lavoratori, segnalando problematiche e criticità riguardanti la sicurezza all’interno dello scalo portuale.
Particolarmente rilevante, secondo il parlamentare di AVS, è il tema della sicurezza sul lavoro. Nell’atto depositato alla Camera viene evidenziato come, secondo i dati riportati dalle organizzazioni sindacali, nel porto di Salerno si registrerebbero mediamente oltre tre infortuni al mese, con il sospetto che alcuni episodi possano non essere formalmente denunciati.
La vicenda ha spinto il Si Cobas a proclamare una mobilitazione nazionale dei lavoratori portuali, con iniziative finalizzate a richiamare l’attenzione sull’applicazione del Decreto Legislativo 81 del 2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sulla tutela dell’attività sindacale.
Attraverso l’interrogazione parlamentare, Mari chiede al Ministero del Lavoro quali iniziative urgenti intenda adottare, anche tramite l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, per verificare i fatti denunciati e garantire il pieno rispetto delle normative vigenti in materia di sicurezza e libertà sindacale.
«La libertà sindacale e la tutela dei rappresentanti dei lavoratori costituiscono principi fondamentali dell’ordinamento democratico», sottolinea il deputato. «Qualora fossero accertate condotte ritorsive o discriminatorie nei confronti di un rappresentante sindacale, ci troveremmo di fronte a una grave violazione delle norme a tutela dei diritti dei lavoratori».
L’interrogazione, presentata l’11 giugno 2026 e attualmente all’esame del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, apre ora un nuovo fronte istituzionale su una vicenda che continua ad alimentare il dibattito nel mondo del lavoro portuale e sindacale salernitano.













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