Un atto punitivo e senza garanzie”: il sindacato denuncia presunte irregolarità nella gestione del caso al Pronto Soccorso di Mercato San Severino e chiede chiarezza alla direzione del Ruggi
Sta suscitando forte dibattito la vicenda che coinvolge un infermiere in servizio presso il Pronto Soccorso dell’ospedale “Fucito” di Mercato San Severino, in provincia di Salerno, improvvisamente trasferito per una presunta “incompatibilità ambientale”, pur in assenza — secondo quanto denunciato — di provvedimenti disciplinari a suo carico.
A sollevare il caso è la CISL FP Salerno, che parla apertamente di una gestione definita “approssimativa” e potenzialmente lesiva della dignità del lavoratore. Al centro della polemica, il provvedimento di allontanamento disposto nei confronti dell’operatore sanitario, descritto dal sindacato come un professionista con anni di esperienza maturata tra sacrificio, dedizione e spirito di servizio.
Il trasferimento lampo e il dietrofront
Secondo la ricostruzione fornita dalla sigla sindacale, il responsabile del Pronto Soccorso del presidio di Mercato San Severino avrebbe richiesto l’immediato allontanamento dell’infermiere. Una richiesta che la Direzione Medica di Presidio avrebbe recepito in tempi rapidissimi, disponendo il trasferimento presso il reparto di Medicina nel giro di appena tre giorni.
La decisione, sostiene la CISL FP, sarebbe arrivata senza alcuna istruttoria preliminare, senza audit interni, senza il coinvolgimento del personale interessato e senza un confronto diretto con il lavoratore. Una scelta che avrebbe alimentato dubbi anche all’interno dell’ambiente ospedaliero, tanto da portare, pochi giorni dopo, alla revoca del provvedimento e al ritorno dell’infermiere nel Pronto Soccorso.
“Una retromarcia che dimostra quanto quella decisione fosse fragile e priva di un serio impianto istruttorio”, afferma Andrea Pastore, segretario provinciale della CISL FP Salerno. “Non si può colpire un lavoratore con tale leggerezza, senza contraddittorio e senza il rispetto delle garanzie previste a tutela della dignità professionale”. La vicenda, però, non si sarebbe conclusa con il reintegro. Successivamente sarebbe emersa una contestazione legata a una firma apposta su un tampone Covid positivo riferito al dipendente. Circostanza che, secondo quanto riferito dal sindacato, sarebbe stata utilizzata per motivare un nuovo allontanamento dal Pronto Soccorso. La CISL FP sottolinea tuttavia che l’infermiere avrebbe successivamente effettuato ulteriori test in farmacia, anch’essi risultati positivi.
Alla fine, il lavoratore è stato trasferito temporaneamente presso il reparto di Medicina per un mese, in attesa di una successiva valutazione sulla possibile “riacquisita compatibilità ambientale” per il rientro al Pronto Soccorso del plesso “Fucito”. Per il sindacato, quanto accaduto rischia di rappresentare un precedente pericoloso all’interno dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Ruggi”.
“Parliamo di un lavoratore che non risulta destinatario di alcun procedimento disciplinare e che è stato sottoposto a decisioni contraddittorie e destabilizzanti: prima trasferito, poi reintegrato, quindi nuovamente allontanato”, prosegue Pastore. “Tutto questo senza trasparenza e senza un percorso chiaro. È inevitabile pensare che si sia creato un clima pesante e insostenibile”. La CISL FP Salerno chiede ora un intervento immediato della Direzione Strategica aziendale affinché venga fatta piena luce sull’intera vicenda e sulla correttezza dei provvedimenti adottati.
“Se passa il principio che un lavoratore possa essere spostato sulla base di valutazioni unilaterali, senza prove concrete e senza una reale istruttoria, nessun dipendente potrà sentirsi realmente tutelato”, conclude il segretario provinciale.
Il sindacato annuncia infine di essere pronto ad attivare tutte le iniziative previste dalla normativa vigente qualora non vengano ristabilite, nell’immediato, condizioni di trasparenza, correttezza e tutela della dignità del personale sanitario.













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