di Riccardo Pucciarelli
Una piazza gremita di militanti, sostenitori e cittadini ha fatto da cornice, ieri sera a Salerno, all’assemblea pubblica promossa da Alleanza Verdi e Sinistra sul tema della sanità pubblica e del diritto universale alla salute. Protagonisti dell’incontro i candidati al Consiglio comunale Annamaria Naddeo ed Eugenio Gammaldi, alla presenza del candidato sindaco Franco Massimo Lanocita, della già consigliera regionale Anna Petrone e del segretario regionale di Sinistra Italiana.
Al centro del dibattito il tema della salute come diritto universale e irrinunciabile, da difendere attraverso una sanità pubblica gratuita, accessibile e radicata sul territorio. “La salute è il primo diritto fondamentale di ogni persona”, è stato ribadito nel corso dell’iniziativa. “Quando parliamo di sanità non parliamo soltanto di ospedali, ma anche dei nostri quartieri e della nostra città, che devono essere in grado di tutelare concretamente il benessere dei cittadini”.
Uno dei punti maggiormente sottolineati dai relatori ha riguardato il ruolo del sindaco e del Consiglio comunale nella programmazione socio-sanitaria. Secondo AVS, il primo cittadino non può limitarsi a svolgere una funzione amministrativa, ma deve essere protagonista attivo nella difesa della salute pubblica.
Il sindaco, infatti, partecipa all’Assemblea dei Sindaci di Distretto e alla Conferenza dei Sindaci, organismi chiamati a definire i piani socio-sanitari territoriali e a trasmetterli alla direzione generale dell’ASL. Inoltre, il Comune esercita competenze dirette e indirette in materia di igiene ambientale, prevenzione dell’inquinamento e tutela della salubrità urbana.
“Il Comune deve essere in prima linea per il benessere dei cittadini di Salerno”, hanno affermato i candidati, indicando come obiettivo politico quello di trasformare la città in una vera e propria “Città della Salute”.
Particolare attenzione è stata dedicata al potenziamento della medicina territoriale attraverso le strutture previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali.
Secondo quanto illustrato durante l’assemblea, Salerno sarebbe stata fortemente penalizzata nella riprogrammazione regionale. Inizialmente erano previste tre Case della Comunità e un Ospedale di Comunità per il capoluogo, ma il piano definitivo contempla soltanto una Casa della Comunità a Matierno, mentre l’Ospedale di Comunità è stato trasferito a Cava de’ Tirreni.
Una scelta ritenuta inadeguata per una città di oltre 126 mila abitanti.
“Non siamo contrari alla realizzazione dell’ospedale a Cava de’ Tirreni”, è stato precisato, “ma riteniamo indispensabile che una struttura analoga venga realizzata anche a Salerno, soprattutto per alleggerire la pressione sul pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera, che registra circa 250 accessi al giorno”.
Un altro tema centrale dell’incontro è stato il rafforzamento dei consultori familiari. AVS ha denunciato una grave carenza di strutture sul territorio salernitano, dove attualmente si registra una media di un consultorio ogni 40 mila abitanti.
La proposta avanzata è quella di raggiungere almeno un consultorio ogni 10 mila residenti, in modo da garantire servizi adeguati per la salute delle donne, il supporto alle famiglie, la prevenzione e l’applicazione piena della Legge 194 del 1978.
Nel corso dell’assemblea è emersa con forza anche la necessità di rafforzare i servizi dedicati alla salute mentale, al disagio giovanile e alle dipendenze.
Secondo i candidati, i centri di ascolto e i servizi psicologici e psichiatrici risultano oggi insufficienti e spesso operano con orari limitati, lasciando alle sole strutture di emergenza del 118 la gestione delle crisi notturne.
La proposta di AVS punta quindi a una rete di assistenza più ampia e continuativa, capace di offrire supporto alle famiglie e ai giovani in difficoltà.
Nel corso del dibattito è stato inoltre ricordato l’impegno della Regione Campania, che ha recentemente stanziato circa 98 milioni di euro per il rafforzamento del sistema sanitario regionale.
Per AVS, tuttavia, le risorse economiche devono tradursi in scelte concrete e in una distribuzione equa dei servizi, affinché anche Salerno possa beneficiare di un sistema sanitario territoriale moderno, efficiente e realmente vicino ai cittadini.
L’assemblea si è conclusa con un appello alla mobilitazione e alla partecipazione democratica. La difesa della sanità pubblica, hanno sottolineato i relatori, non rappresenta soltanto una questione amministrativa, ma una battaglia di civiltà e di giustizia sociale.
Per Alleanza Verdi e Sinistra, il futuro di Salerno passa attraverso una visione in cui il diritto alla salute torni ad essere il cardine delle politiche pubbliche e della qualità della vita dell’intera comunità.













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