A Salerno incontri sul fine vita, fotografia sociale, teatro e musica nella rassegna che intreccia cultura e impegno civile ispirandosi all’universo poetico del cantautore genovese
SALERNO – Una riflessione sul fine vita, il racconto delle identità marginalizzate, il potere trasformativo del teatro e il legame profondo tra musica e poesia. Prosegue con un fitto calendario di appuntamenti la mostra diffusa “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André”, il grande progetto culturale promosso dall’Associazione Tempi Moderni che attraversa i luoghi simbolici della città di Salerno per raccontare, attraverso arte e confronto, i temi universali cari al cantautore genovese.
La nuova settimana della rassegna “Navighiamo su fragili vascelli” si apre con uno degli incontri più delicati e intensi del programma. Oggi, lunedì 18 maggio alle ore 17.00, presso la Fondazione Ebris, si terrà il confronto dal titolo “La morte, amica. La dignità nel congedo”, dedicato al tema del fine vita.
L’incontro prende spunto dal potente ritratto di Laura Santi, consigliera generale dell’Associazione Luca Coscioni, realizzato dal fotografo Guido Harari ed esposto all’interno della mostra. L’opera dialoga idealmente con “Preghiera in gennaio”, la celebre supplica laica che Fabrizio De André dedicò a Luigi Tenco, affrontando il tema del suicidio con uno sguardo umano e misericordioso.
Tra gli interrogativi al centro del dibattito: il diritto individuale di scegliere della propria esistenza può considerarsi assoluto? La sofferenza fisica e psichica è parte inevitabile dell’esperienza umana o un dolore da alleviare quando richiesto? A confrontarsi saranno Pina Salomone, Antonella Grandinetti, Francesco Di Paola, Francesco Adorno e Giulio Corrivetti, con la moderazione del giornalista Davide Speranza. I saluti istituzionali saranno affidati a Marco Russo, presidente dell’Associazione Tempi Moderni.
La rassegna proseguirà mercoledì 20 maggio alle ore 20.00, a Palazzo Fruscione, con l’incontro dedicato alla fotografa Lina Pallotta, protagonista di un dialogo con la curatrice Suleima Autore, introdotto dalla giornalista Monica Trotta. Al centro, una fotografia documentaristica intensa e militante, capace di dare voce a mondi spesso esclusi dal racconto dominante.
In mostra alcuni scatti dedicati a Porpora Marcasciano, storica attivista trans italiana, che dialogano con le immagini di Lisetta Carmi e Luciano Ferrara, restituendo il travaglio emotivo e identitario evocato da De André nella canzone “Princesa”. Il lavoro di Pallotta si muove tra impegno civile e tensione poetica, restituendo dignità e visibilità a chi troppo spesso resta ai margini.
Il giorno successivo, giovedì 21 maggio alle ore 19.00, spazio al cinema documentario con la proiezione di “Si dice di me”, opera della regista Isabella Mari, che introdurrà il pubblico a un confronto con Marina Rippa, formatrice e drammaturga del corpo, in dialogo con Annamaria Sapienza, docente dell’Università degli Studi di Salerno. Il documentario racconta il percorso di emancipazione di un gruppo di donne del quartiere Forcella di Napoli attraverso il teatro, vissuto come strumento di liberazione e rinascita.
Venerdì 22 maggio alle ore 20.00, invece, la musica incontra la riflessione culturale con “Quando la musica diventa poesia”, appuntamento dedicato al libro “Giocarsi il cielo a dadi. 12 tracce per Roberto Vecchioni”, curato dal professore Alfonso Amendola. Un viaggio corale nell’universo artistico del cantautore milanese, capace di intrecciare poesia, insegnamento e impegno civile.
Doppio appuntamento sabato 23 maggio. Alle 11.00, per la sezione Passione fotografia, la counselor Adriana Alfano dialogherà con il giornalista Alessandro Mosca sul tema dell’autoritratto come pratica di consapevolezza personale. In serata, alle 21.00, sarà il cantautore Manù Squillante a salire sul palco di Palazzo Fruscione con una reinterpretazione del concept album di De André “Non al denaro non all’amore né al cielo”, trasformando canzoni ed epitaffi in un’esperienza teatrale e musicale immersiva.
Parallelamente, la mostra accende i riflettori su due artiste protagoniste di questa settimana: Lina Pallotta, fotografa documentarista impegnata nel racconto delle periferie sociali e delle identità invisibili, e Matilde Grossi, giovane illustratrice milanese che, ispirandosi ad Anime Salve, porta in mostra opere dedicate ai temi della solitudine e della ricerca interiore.
“Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André” continua così a confermarsi non solo una mostra, ma un laboratorio culturale diffuso in cui arte, memoria, diritti e partecipazione si incontrano nel segno dell’eredità artistica e umana di Fabrizio De André.













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