Omicidio Tagliaferri, l’Asl sotto i riflettori della Procura

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di Anna Di Vito

La Procura di Nocera Inferiore ha attivato l’ indagine presso l’ Asl Salute Mentale di Cava de’ Tirreni dietro richiesta della famiglia di Anna Tagliaferri, l’imprenditrice di Cava de’ Tirreni uccisa dal compagno lo scorso dicembre. La famiglia Tagliaferri ha presentato una denuncia-querela nei confronti dell’Asl nell’ambito degli sviluppi investigativi seguiti al femminicidio.
Secondo quanto sostenuto dai parenti della vittima, Anna non avrebbe mai partecipato ai colloqui che il compagno svolgeva con gli specialisti del Dipartimento di Salute Mentale e non sarebbe stata informata di eventuali criticità o dell’interruzione delle cure farmacologiche.
L’iniziativa giudiziaria è stata avviata dall’avvocato Angela Lodato, legale della famiglia Tagliaferri, che ha chiesto l’accesso agli atti sanitari e la verifica della documentazione clinica relativa al percorso terapeutico di De Domenico.
Nel mirino ci sarebbero alcune dichiarazioni rese dopo il delitto, secondo cui la vittima sarebbe stata coinvolta nel monitoraggio delle condizioni dell’uomo. Circostanza che, secondo la famiglia, non troverebbe riscontro negli atti acquisiti.
La donna venne assassinata con numerose coltellate dal compagno Diego De Domenico, che subito dopo si tolse la vita. Ora i familiari chiedono di fare piena luce sul percorso sanitario e terapeutico seguito dall’uomo nei mesi precedenti alla tragedia.
Secondo quanto sostenuto dai parenti della vittima, Anna non avrebbe mai partecipato ai colloqui che il compagno svolgeva con gli specialisti del Dipartimento di Salute Mentale e non sarebbe stata informata di eventuali criticità o dell’interruzione delle cure farmacologiche.
Scopo dell’ inchiesta giudiziaria è  evidenziare omissioni informative o  sottovalutazioni nella gestione clinica del paziente, che secondo dichiarazioni raccolte dalla scrivente in più di una intervista ai sanitari, non ci sarebbero invece state. L’ inchiesta dovrebbe mettere in luce affermazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti da parte dei medici dell’ Asl che infatti anche nelle nostre interviste sostennero addirittura che fu la Tagliaferri a volere che il Di Domenico interrompesse la terapia farmacologica per i suoi problemi psichiatrici.. Se gli accertamenti  coordinati dalla Procura di Nocera Inferiore, chiamata a verificare, evidenziassero fatti e dichiarazioni mendaci, come sostenuto dall’ Asl Salute Mentale di Cava de’ Tirreni anche a noi, si aprirebbe un’ indagine contro lo stesso Dipartimento e i medici responsabili.

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