Pyongyang rafforza la strategia atomica: secondo l’intelligence sudcoreana il lancio potrebbe scattare anche in caso di attacco al sistema di comando
La Corea del Nord avrebbe rafforzato la propria dottrina nucleare introducendo la possibilità di una risposta atomica automatica e immediata nel caso in cui la leadership o il sistema di comando militare venissero colpiti da un attacco nemico. A riferirlo è l’intelligence sudcoreana, secondo cui la nuova linea strategica sarebbe stata inserita all’interno della recente revisione costituzionale voluta da Pyongyang. Nel mirino della nuova impostazione difensiva ci sarebbe soprattutto il timore di un cosiddetto “decapitation strike”, vale a dire un’operazione militare mirata a eliminare direttamente il leader nordcoreano Kim Jong-un o i vertici della catena di comando nucleare.
Secondo quanto emerso, il messaggio lanciato dal regime sarebbe chiaro: qualora il comando centrale venisse compromesso o colpito, la reazione nucleare potrebbe partire automaticamente, senza ulteriori autorizzazioni operative. Una strategia che punta a rafforzare l’effetto deterrente nei confronti di Stati Uniti e Corea del Sud, ma che allo stesso tempo aumenta le preoccupazioni della comunità internazionale sul rischio di escalation incontrollate. Gli analisti sottolineano come un sistema di risposta automatica possa ridurre drasticamente i margini diplomatici e i tempi di valutazione in caso di crisi militare, alimentando il pericolo di errori o reazioni sproporzionate.
La nuova postura di Pyongyang conferma ancora una volta il ruolo centrale dell’arsenale atomico nella strategia del regime nordcoreano, in un contesto internazionale già segnato da forti tensioni geopolitiche e continui test missilistici nella regione asiatica.













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