Amministrative a Salerno, Roy Pagano si racconta: “Sport, turismo e impresa per rilanciare la città: con De Luca una visione concreta per il futuro”

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Salerno si avvicina alle elezioni amministrative di fine maggio e il clima politico entra sempre più nel vivo. Tra i protagonisti di questa campagna elettorale c’è Roy Pagano, candidato al Consiglio comunale nella lista Avanti-PSI a sostegno di Vincenzo De Luca, che nel corso dell’intervista ha delineato motivazioni, priorità e visione per il futuro della città.
Pagano torna in campo per la seconda volta, ma con uno spirito completamente diverso rispetto alla precedente esperienza. “All’epoca fu una candidatura di servizio – spiega – oggi invece è una scelta maturata per tempo, dettata dalla passione e da un forte senso di appartenenza verso Salerno”. Una candidatura che nasce quindi da motivazioni personali e da un percorso costruito con maggiore consapevolezza.
Forte il sostegno al candidato sindaco Vincenzo De Luca, figura che Pagano ritiene determinante per una possibile rinascita cittadina. “Se ho fatto questa scelta è perché ci credo”, afferma senza esitazioni, sottolineando la fiducia in una leadership che, a suo dire, ha dimostrato nel tempo capacità di realizzazione.
Imprenditore e uomo di sport, Pagano individua proprio nello sport uno dei pilastri su cui costruire il rilancio della città. Non a caso, accoglie con entusiasmo il fatto che il tema sia finalmente entrato nel dibattito pubblico: “È la prima volta in vent’anni che tutti parlano di sport, ed è già una vittoria”. Il riferimento principale è allo stadio Arechi, tema centrale della campagna elettorale, su cui però invita alla prudenza: “È un progetto importante, ma preferisco che a parlarne siano altri. Il mio obiettivo è mettere a disposizione competenze ed esperienza”.
Lo sguardo si allarga poi all’intero sistema sportivo cittadino, non limitandosi alla Salernitana ma includendo realtà spesso trascurate: pallanuoto, volley, basket, handball, pattinaggio e sport di racchetta. Pagano evidenzia come queste discipline abbiano tradizioni vincenti ma soffrano una cronica carenza di strutture. Emblematico il caso dei campetti del quartiere San Matteo, oggi abbandonati: “Vederli chiusi è un colpo al cuore. Dobbiamo rimboccarci le maniche e guardare al futuro”.
Tra le infrastrutture ritenute strategiche, il palazzetto dello sport emerge come un’opportunità fondamentale, non solo per l’attività sportiva ma anche per eventi e concerti di dimensioni medie, sempre più richiesti nel panorama musicale attuale.
Sul fronte urbanistico e sportivo, Pagano affronta anche il tema del pattinodromo e dei campi da tennis, esprimendo una posizione chiara: mantenere le strutture, eventualmente riorganizzandole. “I campi da tennis sul mare sono un fiore all’occhiello”, osserva, proponendo invece una possibile ricollocazione del pattinodromo per motivi logistici.
Ampio spazio anche alla riflessione sullo stadio Vestuti, simbolo storico della città. La proposta è quella di una riqualificazione rispettosa della struttura originaria, con nuove funzioni culturali e sociali: “Un anfiteatro per spettacoli, cinema all’aperto, senza snaturarne l’identità”. Il nodo resta però quello delle risorse economiche, tema ricorrente nell’intervista: “I Comuni non hanno soldi, bisogna essere realistici”.
Non manca un passaggio sulla movida e sull’esperienza del “Terzo Tempo”, modello di aggregazione che univa sport, musica e ristorazione. Pagano rilancia questo approccio, immaginando eventi integrati capaci di coinvolgere famiglie e giovani, nel rispetto delle esigenze dei residenti. “Una città turistica deve saper convivere con l’intrattenimento, ma con regole chiare”.
Tra i temi toccati anche lo sviluppo turistico, con particolare attenzione a Marina d’Arechi, alla carenza di strutture alberghiere e alla necessità di investire in centri benessere e servizi di qualità. Salerno, secondo Pagano, ha tutte le carte in regola per crescere ulteriormente: “Chi viene da fuori resta folgorato, spesso siamo noi a vedere il bicchiere mezzo vuoto”.
Guardando al futuro, emerge anche la questione cruciale dei giovani e delle opportunità lavorative. “È una sfida complessa – ammette – ma dobbiamo crederci. Se tutti vanno via, chi resta a costruire?”. Da qui l’invito a sviluppare maggiormente il settore imprenditoriale e turistico, superando una storica dipendenza dal pubblico.
Infine, uno sguardo alla campagna elettorale, che Pagano immagina diretta e concreta: “Sarà porta a porta, vis-à-vis, con il supporto di tanti amici che hanno deciso di mettersi in gioco”. Un approccio che punta sul rapporto umano e sulla fiducia, elementi che il candidato considera fondamentali per convincere l’elettorato.

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