candidato sindaco rivendica una corsa solitaria e rilancia su Fonderie Pisano, servizi pubblici e partecipate: “Città più equa e sotto controllo pubblico”
Una candidatura costruita “strada per strada”, tra firme raccolte e confronto diretto con i cittadini. Così Pio Antonio De Felice, candidato sindaco con Potere al Popolo, ha raccontato il percorso che ha portato alla presentazione della lista per le prossime elezioni amministrative di Salerno, intervenendo al format “Il salotto dell’ora della sera”. Un cammino definito “faticoso ma naturale”, segnato da un contatto continuo con la città e da una linea chiara: nessuna alleanza di comodo, ma una corsa solitaria basata su un programma coerente con i valori della sinistra. “Ci confrontiamo sui programmi, non sulle convenienze”, ha ribadito, spiegando come i tentativi di dialogo con altre forze politiche non abbiano prodotto risultati concreti.
Tra i temi centrali affrontati emerge quello del lavoro, in particolare la vicenda delle Fonderie Pisano, ritenuta non più rinviabile e bisognosa di una soluzione che tenga insieme diritto alla salute e tutela occupazionale. Secondo De Felice, negli anni hanno pagato il prezzo più alto sia i residenti, esposti a problematiche ambientali, sia i lavoratori, spesso lasciati nell’incertezza. La proposta è chiara: superare l’attuale modello produttivo e intervenire direttamente per garantire un futuro ai dipendenti. “I lavoratori vengono prima di tutto”, ha affermato, sottolineando come la perdita del lavoro significhi per molte famiglie non riuscire a sostenere le spese quotidiane. Da qui l’idea di un coinvolgimento attivo delle istituzioni, con il Comune chiamato a svolgere un ruolo centrale, anche in sinergia con altri livelli amministrativi. In questo quadro si inserisce la proposta di assorbire i lavoratori in attività utili alla collettività, anche attraverso un impiego diretto nei servizi comunali, così da salvaguardare l’occupazione e allo stesso tempo rafforzare la macchina amministrativa.
Il tema del lavoro si lega a una visione più ampia della città, orientata verso una gestione pubblica più incisiva. De Felice ha infatti espresso una posizione critica sulle società partecipate, ritenute inefficienti e poco controllate democraticamente, proponendo di riportare i servizi “in house” e reintegrare i lavoratori sotto la gestione diretta del Comune, garantendo condizioni contrattuali più eque e salari adeguati.
Non sono mancate riflessioni su altri nodi cruciali, dal porto alle politiche urbanistiche fino alla gestione del patrimonio pubblico. Sul fronte portuale, il candidato si è detto contrario a ulteriori ampliamenti, giudicati incompatibili con la tutela ambientale e con un diverso modello di sviluppo turistico. Una posizione che rientra in una critica più generale a un modello di crescita ritenuto squilibrato e incapace di valorizzare pienamente il territorio.
Ampio spazio anche al tema della casa e delle politiche sociali, con particolare attenzione ai giovani e alle difficoltà di accesso all’abitazione. De Felice ha evidenziato la necessità di interventi pubblici a sostegno delle famiglie, sia attraverso incentivi all’acquisto sia rilanciando l’edilizia popolare, puntando sulla manutenzione e sulla qualità degli alloggi.
Sul piano politico, la scelta di correre senza alleanze viene rivendicata come un atto di coerenza: “Unirsi senza una reale condivisione dei programmi sarebbe una presa in giro per i cittadini”. In chiusura, l’appello al voto si è tradotto in una dichiarazione d’intenti: costruire una città più giusta, attenta agli ultimi e capace di restituire fiducia ai suoi abitanti. “Vogliamo una Salerno più equa e serena”, ha concluso, indicando lavoro, diritti e partecipazione come pilastri di un progetto che punta a rimettere al centro la comunità.












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