ColtivArte cresce e si racconta: tra residenze d’artista, natura e giovani talenti, Villa Lupara diventa laboratorio creativo a cielo aperto. Attesa per l’iniziativa
Un progetto che cresce e si consolida, intrecciando arte contemporanea, natura e partecipazione. Torna con una nuova edizione ColtivArte – Arte e cultura si incontrano a Villa Lupara, iniziativa che si prepara a trasformare ancora una volta lo spazio verde in un laboratorio creativo a cielo aperto.
A raccontare l’evoluzione del progetto, ideato da Domenico Coppola, sono Francesca Mazzagatti e Mabel D’Amore, protagoniste attive di un percorso che, dopo una prima edizione definita “ibrida”, oggi si presenta con una struttura più solida e una visione più definita.
«Quest’anno l’organizzazione è stata più precisa, più meticolosa», spiegano, evidenziando come la crescita dell’evento abbia portato anche all’introduzione di un bando ufficiale per gli artisti. Una scelta che ha ampliato la partecipazione e reso più strutturato il processo di selezione.
Proprio la selezione rappresenta uno degli aspetti più delicati del progetto. L’obiettivo non è soltanto individuare le opere migliori, ma costruire un dialogo armonico tra artisti, linguaggi e contesto. «La difficoltà non è trovare artisti, ma creare un equilibrio tra le opere, affinché la mostra abbia un senso e sia in relazione con il luogo», sottolineano le curatrici. Un principio che trova piena espressione negli spazi naturali della villa, parte integrante dell’esperienza artistica.
Saranno 21 gli artisti coinvolti nella mostra collettiva, tra professionisti affermati, giovani emergenti e nuovi interpreti dell’arte. Una varietà che rappresenta uno dei punti di forza di ColtivArte, capace di mettere in relazione percorsi e sensibilità diverse, anche a livello internazionale.
Elemento centrale dell’edizione 2026 è la residenza artistica, già attiva, che ospita cinque creativi: Mustafa Tabba, Rossella Barbante e Gerardo La Porta per la pittura, insieme ai muralisti Vega Flux e Giovanni Anastasia. Questi ultimi sono già impegnati nella realizzazione di interventi site-specific, pensati per dialogare direttamente con gli spazi della villa.
ColtivArte si conferma così un progetto capace di valorizzare il territorio, inserendosi in un ambiente naturale curato e sostenibile, tra vigneti e paesaggi incontaminati. Un luogo dove, come raccontato dagli organizzatori, si respira un’atmosfera autentica, simbolo di un ecosistema preservato.
L’iniziativa guarda anche alle nuove generazioni, con un invito rivolto in particolare agli studenti dei licei artistici, chiamati a vivere l’esperienza non solo come visita, ma come occasione di crescita e confronto. «L’arte non ha età», è il messaggio che accompagna il progetto, aperto a chiunque voglia mettersi in gioco.
Durante le giornate del 25 e 26 aprile, il programma sarà arricchito da musica dal vivo e attività dedicate a famiglie e bambini, con l’obiettivo di rendere l’evento accessibile e partecipato. Ingresso gratuito e una formula che unisce creatività, natura e comunità fanno di ColtivArte un appuntamento sempre più riconoscibile.
Un ponte tra linguaggi, generazioni e territori, capace di trasformare Villa Lupara in uno spazio dove l’arte non si limita a essere osservata, ma viene vissuta.













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