La visione di Tonia Willburger: rete,partecipazione e sviluppo per la città

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La candidata al Consiglio comunale punta su una rete museale integrata, sul rafforzamento del sistema culturale e su una maggiore sinergia tra istituzioni, associazioni e università

Una visione chiara, costruita sull’esperienza amministrativa ma orientata al futuro. È quella delineata da Tonia Willburger, candidata al Consiglio comunale di Salerno, intervenuta nel corso del format “Il Salotto dell’Ora della Sera”, dove ha tracciato le linee guida della sua proposta politica in ambito culturale.

Già assessore alla Cultura e consigliera comunale, Willburger ha rivendicato il lavoro svolto negli anni precedenti, sottolineando la volontà di portare a compimento progetti già avviati e rafforzare un sistema culturale che, a suo avviso, è ricco ma ancora frammentato. «C’è un grande fermento culturale a Salerno – ha spiegato – ma va messo a sistema, coordinato e valorizzato».

Al centro del programma, la creazione di una rete museale cittadina, sviluppata a partire dall’esperienza del Museo della Ceramica di Villa Guariglia. L’obiettivo è trasformare i musei in spazi dinamici e multidisciplinari, capaci di attrarre pubblici diversi attraverso eventi, musica, letteratura e iniziative diffuse, in linea con le più recenti direttive del Ministero della Cultura.

Uno dei nodi centrali riguarda il coordinamento degli eventi. Accanto alle manifestazioni consolidate, che garantiscono visibilità anche oltre i confini regionali, operano numerose realtà più piccole che necessitano di maggiore integrazione e supporto. In quest’ottica, Willburger propone il potenziamento di un portale della cultura, già avviato in passato, per mettere in rete associazioni, iniziative e operatori del settore.

Ampio spazio anche al tema degli spazi culturali. «Gli spazi ci sono – ha evidenziato – ma vanno gestiti con programmazione, responsabilità e sostenibilità economica». L’idea è quella di favorire modelli di gestione condivisa tra pubblico e privato, con forme di autofinanziamento che non escludano il ruolo centrale dell’ente pubblico.

Tra le priorità, anche la cosiddetta cultura di prossimità: quartieri e parchi urbani trasformati in luoghi di produzione culturale. L’esperienza post-pandemica viene indicata come un modello da rilanciare, con iniziative diffuse all’aperto – concerti, attività teatrali, presentazioni di libri – in spazi come il Parco del Mercatello, capaci di generare partecipazione con costi contenuti.

Non manca una riflessione sull’industria culturale e dell’intrattenimento, vista come leva economica oltre che sociale. Dal rilancio dei teatri cittadini, come il Teatro Augusteo, alla valorizzazione di strutture come l’Auditorium, emerge la necessità di investire anche nella formazione di nuove professionalità – scenografi, tecnici, operatori audiovisivi – oggi carenti sul territorio. «La cultura è anche economia – ha ribadito – e può generare occupazione».

Strategico, infine, il rapporto con il mondo accademico, con la proposta di una collaborazione più stretta tra Comune e università per portare studenti e progetti direttamente sul territorio, riducendo la distanza tra formazione e realtà cittadina.

Spazio anche ai grandi contenitori urbani, come Piazza della Libertà, da vivere tutto l’anno e non solo durante eventi estivi, e al centro storico, da valorizzare attraverso l’identità culturale cittadina. Dalla tradizione ceramica al richiamo simbolico della Scuola Medica Salernitana, emerge l’idea di una città che deve riscoprire e raccontare sé stessa.

«La cultura non è solo intrattenimento – ha concluso – ma un progetto, un piano, un motore di sviluppo sociale ed economico». Un messaggio che sintetizza l’impostazione della sua candidatura, nel segno della continuità amministrativa e della costruzione di un sistema culturale più strutturato, inclusivo e produttivo.

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