Anna Di Vito
Il bersaglio è un locale in fase di allestimento, un cantiere che avrebbe dovuto consegnare alla città una struttura dedicata all’ultimo saluto. La deflagrazione è stata brutale: la porta d’ingresso è stata letteralmente polverizzata, scagliando una pioggia di detriti sulla carreggiata e innescando un incendio che ha illuminato sinistramente l’incrocio con il ponte di Pregiato. Solo il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha evitato che le fiamme divorassero l’intero stabile, permettendo poi ai tecnici dell’Enel di mettere in sicurezza gli impianti elettrici seriamente compromessi.
Mentre la Scientifica dei Carabinieri di Nocera Inferiore setacciava il marciapiede alla ricerca di tracce di innesco o frammenti di polvere pirica, gli agenti del Commissariato locale hanno iniziato a comporre il puzzle di un evento che ha tutto il sapore della sfida aperta.
Il movente è il grande interrogativo che agita gli inquirenti:
Atto intimidatorio: la tempistica (a pochi giorni dall’apertura) suggerisce un “messaggio” violento legato al controllo del territorio.
Guerra del caro-estinto: Il settore dei servizi funebri è spesso terreno di tensioni economiche sommerse.
Al momento, la speranza degli investigatori è affidata agli “occhi elettronici”. Sono al vaglio le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona: ogni frame potrebbe essere decisivo per identificare il commando che ha agito nell’oscurità, proprio mentre la città si preparava ai riti della Passione.












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