di Piero De Ruvo (video di Samer Sweidan)
A Beirut, tra le ferite ancora aperte della guerra e i resti di edifici sventrati, c’è chi continua a resistere non con le armi, ma con la musica. È il caso del musicista Mahdi Sibliny, protagonista di una scena di forte impatto umano e simbolico: seduto tra i resti della sua casa distrutta, demolita dall’esercito di Israele, Sibliny suona il suo strumento trasformando il dolore in testimonianza, il silenzio della devastazione in un messaggio di dignità e sopravvivenza. L’immagine racconta più di tante parole. Intorno a lui ci sono macerie, polvere, muri crollati e ciò che resta di una quotidianità cancellata. Eppure, proprio in quel luogo che un tempo era la sua casa, la musica torna a vivere, non come semplice espressione artistica, ma come atto di resistenza civile e memoria.
Ma l’impegno di Mahdi Sibliny non si ferma alla sua tragedia personale. Il musicista porta infatti la propria arte anche tra i più fragili: i bambini sfollati. In una scuola precaria fatta di tende, allestita sotto i pochi stabili ancora in piedi in un sobborgo di Beirut, Sibliny svolge un’importante attività ricreativa per cercare di alleviare le sofferenze dei minori costretti a vivere lontano dalle proprie case. In quel contesto fragile e drammatico, la musica diventa rifugio, sollievo, occasione di normalità, per quei bambini segnati dalla paura, dai bombardamenti e dall’incertezza, anche solo pochi minuti di canto, ritmo e condivisione rappresentano un piccolo spazio di infanzia restituita. È un gesto semplice, ma profondamente umano, che riconsegna un senso a una quotidianità devastata dalla guerra.
Il tutto avviene mentre la tensione in Libano continua a salire. L’IDF oggi ha bombardato i ponti tra il nord della Bekaa e il sud del Libano, sono stati lanciati razzi sul sobborgo di Beirut che, fortunatamente, non sono esplosi. Un’escalation che alimenta ulteriore paura tra la popolazione civile, già stremata da mesi di violenze, sfollamenti e distruzioni. In questo scenario, la figura di Mahdi Sibliny assume un valore che va oltre il piano artistico. La sua presenza tra le rovine e accanto ai bambini rappresenta un messaggio chiaro: anche quando tutto sembra crollare, esiste ancora uno spazio per l’umanità, per la solidarietà e per la speranza. La guerra distrugge case, scuole, strade e ponti, ma non sempre riesce a spegnere ciò che tiene in piedi una comunità: la memoria, la cultura, la vicinanza, la capacità di prendersi cura degli altri. Ed è proprio in questo che la musica di Mahdi Sibliny trova la sua forza più autentica.











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