Cambia il volto del litorale cittadino. Il commissario prefettizio Vincenzo Panico approva il nuovo regolamento. Con il nuovo Piano Attuativo di Utilizzazione delle Aree del Demanio Marittimo (PAD), il Comune introduce una serie di regole destinate a trasformare profondamente il modo in cui le spiagge vengono organizzate, vissute e gestite. Al centro del progetto c’è un equilibrio delicato ma ambizioso: sviluppare il turismo senza sacrificare l’ambiente e garantire a tutti l’accesso al mare.
Il piano nasce come strumento normativo ma anche come visione strategica. Da un lato, punta a valorizzare economicamente le attività turistico-ricreative, dall’altro si pone l’obiettivo di tutelare il paesaggio costiero e le risorse naturali, considerate fondamentali per il futuro della città . La costa viene così ripensata non solo come spazio produttivo, ma come bene comune da preservare e rendere fruibile.
Tra le novità più rilevanti emergono le nuove regole costruttive, che segnano una svolta netta rispetto al passato. Le strutture balneari dovranno essere leggere, facilmente rimovibili e realizzate con materiali naturali come legno, pietra e fibre vegetali. Spariscono invece cemento armato, plastica e soluzioni invasive, in favore di un approccio più sostenibile e armonioso con l’ambiente . Anche l’estetica viene regolata con attenzione: colori e finiture dovranno richiamare quelli tipici del paesaggio costiero, contribuendo a un’immagine più uniforme e integrata.
Ma il cuore del piano è rappresentato dall’accessibilità. Il Comune intende garantire un rapporto più diretto tra cittadini e mare, prevedendo nuovi varchi pubblici e percorsi accessibili lungo la costa. L’obiettivo è assicurare che, ogni poche centinaia di metri, sia possibile raggiungere liberamente la battigia, che resta uno spazio di passaggio aperto a tutti . In questo contesto, viene rafforzato anche il ruolo delle spiagge libere e di quelle attrezzate, nel tentativo di bilanciare le concessioni private con il diritto collettivo alla fruizione del litorale.
Il piano introduce inoltre una classificazione più precisa delle diverse aree costiere, distinguendo tra stabilimenti balneari, spiagge libere, tratti non balneabili e zone destinate ai servizi. Questa organizzazione permette una gestione più ordinata e funzionale degli spazi, adattata alle caratteristiche specifiche di ogni tratto di costa.
Non mancano elementi innovativi e curiosi. Tra questi, l’introduzione di un vero e proprio “abaco dei colori e dei materiali”, che fungerà da guida per progettisti e concessionari, e l’attenzione crescente verso soluzioni energetiche sostenibili e tecniche di bioarchitettura. Anche la temporaneità delle strutture rappresenta un cambiamento significativo: le installazioni dovranno poter essere rimosse facilmente, lasciando la spiaggia il più possibile intatta.
Il PAD non è però un documento statico. È previsto infatti un aggiornamento periodico, almeno ogni sei anni, per adeguare le scelte alle evoluzioni del territorio e alle nuove esigenze ambientali e turistiche. In questo senso, il piano si presenta come uno strumento dinamico, destinato ad accompagnare nel tempo la trasformazione della costa salernitana.












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