Parma, omicidio Ogando: arrestata la 21enne, la svolta della videochiamata e il confronto in Procura mentre il padre è arrivato da Santo Domingo

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Parma – Svolta nelle indagini sulla morte di Christopher Ogando: decisiva una videochiamata partita dalla Repubblica Dominicana. Da presunto incidente domestico a omicidio volontario aggravato. Il caso della morte di Christopher Gaston Ogando, 28 anni, si consolida come un’indagine sempre più strutturata, con sviluppi che coinvolgono anche l’estero. Il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Procura di Parma, ha disposto gli arresti domiciliari per la compagna, Brenda Alesandrina Fumagalli, 21 anni. Il provvedimento arriva dopo gli sviluppi del 26 marzo, quando l’avvocato della famiglia, Francesco Liguori, è stato ricevuto dal pubblico ministero presso gli uffici della Procura della Repubblica di Parma. In quell’occasione sono stati rappresentati elementi ritenuti centrali per l’indagine, tra cui la rilevanza della videochiamata.

La videochiamata decisiva

Il punto di svolta nelle indagini è rappresentato da una videochiamata partita da Santo Domingo alle 12:57 (17:57 in Italia), proprio nei momenti in cui si sarebbe consumato il fatto. Secondo quanto riferito dall’avvocato Liguori, si tratta di una testimonianza oculare a distanza, capace di fornire elementi determinanti per la ricostruzione della dinamica. I circa 50 minuti analizzati dagli inquirenti avrebbero contribuito a mettere in discussione la versione fornita dalla 21enne, rafforzando l’impianto accusatorio.

Un caso tra Parma, Santo Domingo e Colonia

L’inchiesta assume anche una dimensione internazionale. Se da un lato la videochiamata parte da Santo Domingo, dall’altro emerge il legame con la Germania: la sorella di Christopher vive nei pressi di Colonia, città in cui ha sede anche lo studio legale internazionale italo-tedesco dell’avvocato Francesco Liguori, che assiste la famiglia della vittima. Un elemento che evidenzia come il caso Ogando si sviluppi su più direttrici, coinvolgendo Italia, Repubblica Dominicana e Germania, sia sul piano familiare sia su quello legale.

Distinti i due momenti: indagine e contatti per i familiari

Va tenuto distinto il piano investigativo da quello umano e organizzativo. L’incontro del 26 marzo con il pubblico ministero ha riguardato esclusivamente gli sviluppi dell’indagine. Diversamente, le interlocuzioni avvenute nella giornata di sabato sono state finalizzate a consentire ai familiari della vittima di poter vedere Christopher prima della ripartenza.

Il padre arrivato da Santo Domingo

Nel frattempo, il padre della vittima è già arrivato in Italia da Santo Domingo insieme ad altri familiari. Prima della ripartenza, i parenti si recheranno a rendere l’ultimo saluto a Christopher.

Le incongruenze nella dinamica

I rilievi tecnici dei carabinieri mettono in dubbio la versione dell’incidente. La traiettoria del fendente – dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra – indicherebbe che la vittima si trovava di fronte alla giovane, e non alle sue spalle. Un elemento incompatibile con il racconto iniziale.

La ferita alla mano

Altro elemento rilevante riguarda la lesione alla mano riportata dalla giovane.

Secondo la sua versione, si tratterebbe di una ferita accidentale. Per il giudice, invece, sarebbe compatibile con un colpo inferto con forza, durante il quale la mano sarebbe scivolata lungo il manico del coltello.

Rapporto difficile e rischio reiterazione

Dalle testimonianze emerge un rapporto segnato da tensioni. Gli arresti domiciliari sono stati disposti anche per il rischio di reiterazione del reato, ritenendo la giovane potenzialmente pericolosa.

I prossimi sviluppi

Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di garanzia, passaggio cruciale per chiarire ulteriormente la vicenda. Resta però un punto fermo: quella videochiamata, partita a migliaia di chilometri di distanza, ha trasformato un presunto incidente domestico in un caso di omicidio a Parma, su cui ora si concentra l’intera indagine.

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